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Omicidio dell'estetista: Cavalli resta in carcere
Bologna, 4 novembre 2009 - Roberto Cavalli non ha parlato: si e' avvalso della facolta' di non rispondere nell'udienza di convalida del fermo davanti al Gip di Bologna Andrea Santucci.
Il giudice ha applicato a Cavalli, come richiesto dal Pm Lorenzo Gestri, la custodia cautelare in carcere per omicidio aggravato dai futili motivi. Il difensore avvovato Mauro Cavalli, fratello dell'arrestato, ha prospettato l'ipotesi di un omicidio preterintenzionale, frutto di una disgrazia. Intanto la Procura, tramite il portavoce Pm Valter Giovannini ha diffuso una precisazione: 'L'indagato ha chiarito di non essere stato ammanettato in Questura con cio' escludendo quindi di esserlo stato durante l'interrogatorio svolto dal Pm. Si tratta di una precisazione importante, che chiarisce, qualora ce ne fosse stato bisogno, l'assoluta correttezza dell'operato della polizia e del Pm dott.Gestri''.
L'INDAGINE
Si aggrava ancora di più la posizione di Roberto Cavalli, 44 anni, il promotore finanziario arrestato con l'accusa di aver strangolato l'amica Marina Gaido, estetista 41enne. Il pm Lorenzo Gestri ha infatti deciso di contestargli anche l'aggravante dei futili motivi, oltre all'accusa di omicidio volontario. Con questo nuovo capo d'imputazione Cavalli, in caso di condanna, rischia l'ergastolo. Marina Gaido è stata trovata morta sabato pomeriggio, nel bagno del suo appartamento in via Angelo Piò 8, in zona Zanta Viola. Il suo corpo era nudo e con chiari segni di strangolamento sul collo. La contestazione dei futili motivi è stata operata in base alla ricostruzione fatta dallo stesso broker, reo confesso, attualmente detenuto alla Dozza: «Eravamo in camera e Marina per gioco mi ha toccato il sedere ha raccontanto Cavalli in Questura sabato notte dopo un interrogatorio fiume e io le ho cinto i fianchi, ma lei ha reagito insultandomi. Io allor non ho capito più niente e le ho stretto il collo. Forse troppo. E' stato un raptus». Dunque, il pm ha visto in questo racconto, in cui manca peraltro il movente, la futilità dei motivi che hanno spinto Cavalli ad uccidere. I due erano amici da 17 anni ma entrambi erano fidanzati con altre persone. Da tempo l'uomo gestiva i risparmi della donna (circa 10.000 euro), aveva le chiavi del suo appartamento e da 3-4 anni le pagava parte dell'affitto, circa 350 euro. Semplicemente per amicizia, dice lui. Ma sembra che nell'ultimo periodo la controllasse in modo ossessivo. Forse alla base del dramma c'è una suo approccio non gradito dalla donna. Oggi si svolgerà l'interrogatorio di garanzia davanti al gip e, soprattutto, l'autopsia che dovrà dire se c'è stata violenza sessuale. «Sono sempre più convinto che quando mio fratello uscirà dallo stato di confusione in cui si trova dice il fratello-avvocato Mauro Cavalli chiarirà che tutto è avvenuto per un evento meramente disgraziato, sfortunato. Una disgrazia. Questa è la mia opinione allo stato attuale. Voglio inoltre precisare che mio fratello non è un vero' promotore finanziario. Lui operava in borsa in proprio, avendolo comunicato regolarmente al proprio istituto bancario. Erano soldi che gli amici gli davano in prestito e che lui investiva come soldi suoi. Ovviamente dietro pagamento di interessi».




