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Bologna, 4 novembre 2009 - Tratta di cuccioli dall'Est, in dodici finiscono sotto processo. Dovrà rispondere, di nuovo, di tratta illegale di cuccioli dal'Est e maltrattamento di animali Eugenio Merighi, il commerciante di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, finito piu' volte in inchieste analoghe e gia' condannato, nel febbraio di quest'anno, per una vicenda identica.
Il bolognese 54enne e' tra le 12 persone rinviate a giudizio questa mattina dal gup Bruno Giangiacomo al termine dell'udienza preliminare. Le accuse, a seconda di ciascuno dei 17 imputati, vanno dalla truffa al falso, dalla frode in commercio al maltrattamento di animali; a sette di loro e' contestata anche l'associazione per delinquere: secondo il pm Giuseppe Di Giorgio e le Fiamme gialle di Bologna, l'organizzazione, tra il 98 e il 2007, importo' illegalmente dall'Est Europa migliaia di cuccioli piccolissimi, non ancora svezzati e soprattutto non vaccinati, poi immessi sul mercato italiano e venduti a caro prezzo, da allevatori e commercianti complici, con falso pedigree italiano e certificati sanitari fasulli. Le indagini della Finanza partirono nel 2002 da segnalazioni di famiglie che avevano visto morire il cucciolo a pochi giorni dall'acquisto. Dei 17 imputati, tra cui diversi allevatori ed anche tre veterinari (uno dell'Ausl di Bologna), alla sbarra andranno in 12: il processo iniziera' il 7 ottobre 2010 davanti al Tribunale collegiale di Bologna. Degli altri cinque, un commerciante pugliese (Mauro Stefano Lubello) e' stato assolto in rito abbreviato, e Janka Styriakova, la 42enne slovacca che si occupava delle esportazioni e che durante le indagini ha collaborato con gli inquirenti, ha patteggiato un anno e sei mesi (pena sospesa). Dovra' pero' pagare anche 1.000 euro ad ogni parte civile per le spese legali.




