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Si getta dalla finestra della scuola. La madre: Era stato bocciato temeva di deluderci
Bologna 6 novembre 2009 - Al suo arrivo all'undicesimo piano dell'ospedale Maggiore la madre del tredicenne è il ritratto della disperazione. Alle 13.30, in lacrime, suona il citofono del reparto di rianimazione, dove è ricoverato il ragazzino. La sua prima preoccupazione è di conoscere le condizioni del figlio, la seconda è di capire il perché. E' possibile che un tredicenne si getti nel vuoto per il timore di un rimprovero? «L'anno scorso era stato bocciato spiega tra i singhiozzi . Forse aveva paura di darci un'altra delusione». Per ore la donna resta in attesa di notizie di fronte alla porta del reparto, confortata da un'amica che non la lascia un attimo. Mentre il ragazzino viene sottoposto alla seconda Tac della giornata, arrivano gli agenti per informarla del risultato dei primi accertamenti e per chiederle ulteriori informazioni.
Quando il poliziotto le rivela che forse l'oggetto del richiamo a scuola era una sigaretta, la mamma non riesce a contenere il dolore: «Una sigaretta? Mio figlio rischia la vita per una sigaretta?», si sfoga la donna stringendosi il volto tra le mani. Gli investigatori le riferiscono una frase trovata su un quaderno, che recita «Meno bullismo, più felicità»: vogliono essere certi che dietro il gesto dell'alunno non ci sia altro. «Quella frase è solo un compito a casa che era stato assegnato alla classe chiarisce la madre : ognuno doveva inventare uno slogan contro il bullismo». Il pomeriggio scorre in un pianto ininterrotto. Il padre del tredicenne è in Germania per lavoro e chiama più volte; la sua angoscia è amplificata dalla distanza e dal senso di impotenza. Ieri il genitore non è riuscito a trovare un volo per rientrare e solo oggi arriverà a Bologna. Dopo avere nuovamente incontrato il figlio, la mamma scende nell'atrio per prendere un caffè: «Non ho aggiornamenti sulle sue condizioni dice con un filo di voce ma almeno ho potuto vederlo».
LA TRAGEDIA
Tragedia nella scuola privata 'Maestre Pie dell'Addolorata' di via Montello. Verso le ore 10.30 di questa mattina, infatti, un ragazzino di circa 13 anni è precipitato da una finestra dell'edificio. Lo studente è stato subito trasportato d'urgenza all'ospedale Maggiore in condizioni giudicate dai medici molto gravi. Poche ora dopo, chiarita la dinamica. Non si è trattato di un incidente e il ragazzino, italiano, si è lanciato dalla finestra dopo essere salito in piedi sul davanzale con una sedia.
Si trovava nell'ufficio della preside il tredicenne quando si e' buttato dalla finestra. Lo rende noto, con un comunicato, suor Pia Faitanini, gestore della scuola.
Durante la ricreazione l'alunno, insieme ad un compagno, 'si trovava nell'ufficio della Preside, per chiarire alcuni comportamenti, in un clima di dialogo sereno. Il ragazzo - e' la spiegazione della scuola - ha chiesto di poter aprire la finestra perche' sentiva troppo caldo. Appena aperta, con un gesto rapido e imprevedibile, si e' lasciato cadere nel vuoto rendendo vano ed impossibile ogni gesto per fermarlo''.
Il vicepreside della scuola media, Stefano Nanni, e' immediatamente andato all'ospedale per dare sostegno alla famiglia. La scuola si e' messa in contatto con lo psicanalista Massimo Recalcati, attraverso la sua equipe di Daedalus Jonas, che da anni collabora con la scuola.
'In base alle sue direttive - si spiega nella nota - la comunita' educante si e' attivata nelle varie classi per parlare con i ragazzi. Sempre seguendo le indicazioni degli psicologi, domani mattina le attivita' didattiche inizieranno con un momento di riflessione e di preghiera: successivamente, le lezioni continueranno come da orario. Nella scuola e' stato attivato uno sportello di supporto psicologico per tutta la comunita': alunni, docenti e genitori''.
Insieme al 13enne, che frequenta la seconda media, c'era un professore di storia, che non insegna nel suo corso. I due non stavano parlando, ognuno era lì per conto proprio, quando, secondo il racconto del docente, l'adolescente a un certo punto ha avvicinato una sedia alla finestra, l'ha aperta (dicendo che aveva caldo) e si è seduto sulla sedia. A quel punto il professore l'ha visto salire in piedi sulla sedia e salire sul davanzale, ha tentato di dirgli qualcosa per evitare il gesto, ma non ha fatto in tempo.
Il professore ha raccontato agli inquirenti di avere intuito il pericolo anche prima, ma di avere temuto di avvicinarsi troppo perchè non conoscendo l'alunno temeva di peggiorare la situazione e indurlo al gesto. Dopo la caduta, da una finestra che dà sul cortile interno, il docente è stato uno dei primi a correre di sotto: il ragazzino era cosciente e ha farfugliato qualche parola.
Pia Faitanini suora superiora dell'Istuto (che accorpa classi dalle materne al liceo per un totale di circa 500 alunni) poco fa è scesa a parlare con la stampa. Che idea mi sono fatta di una cosa del genere? Cosa posso dire, con la società del mondo di oggi, il disagio che c'è nel mondo, nella società, nelle famiglie... Queste sono le conseguenze. Posso solo dire che il disagio generale che c'è nella società, i nostri figli, i nostri ragazzi, lo stanno vivendo e lo avvertono.
Stando però alle prime informazioni, sembra che il ragazzo non avesse manifestato disagi e che la sua non fosse una famiglia problematica. Dopo l'accaduto ha spiegato ancora la superiora, i professori sono stati attenti a tenere ciascuno la propria classe, cercando di tenere i bambini tranquilli. Sembra che la scena del tentato suicidio non sia stata vista, se non da qualche persona di passaggio. Al momento all'interno della scuola (il presidente del Consiglio di istituto è il gip Mirco Margiocco) c'è il pm di turno Giuseppe Di Giorgio, arrivato insieme alla Polizia. Al momento, gli inquirenti stanno ascoltando alcune persone tra cui il professore di storia, testimone della scena, e la preside dell'Istituto, suor Stefania Vitali, molto scossa per l'accaduto. I genitori del bambino in questo momento sono all'Ospedale Maggiore.




