ROMA - E' indispensabile affrettare al massimo i tempi di intervento della vaccinazione per l'influenza H1N1. E' quanto afferma Pasquale Di Pietro, Presidente della Societa' Italiana di Pediatria. ''Se l'autopsia confermera', quanto emerso dalle prime indiscrezioni, che la undicenne morta a Napoli per effetto dell'influenza aveva problemi cardiaci - afferma Di Pietro -, la bambina avrebbe dovuto rientrare nelle categorie a rischio da vaccinare prioritariamente. Considerando pero' che il vaccino e' arrivato alle Regioni, sia pure in quantita' limitata, da pochissimi giorni e considerando il tempo necessario dopo la vaccinazione perche' la protezione sia efficace, la piccola in questione non avrebbe comunque potuto essere protetta''. Continua a leggere questa notizia
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''A questo punto - sottolinea il presidente della SIP - diventa indispensabile affrettare al massimo i tempi di intervento. Ci chiediamo - continua Di Pietro - se le Regioni abbiano gia' tutte attivato un adeguato piano di intervento e abbiano iniziato a lavorare in questo senso. Purtroppo dobbiamo fronteggiare una situazione di emergenza con un vaccino che si e' reso disponibile con ritardo, ma a questa difficolta' oggettiva non possiamo aggiungere anche ritardi generati da disorganizzazione e confusione''. Di Pietro aggiunge che la Societa' Italiana di Pediatria ha da tempo informato il Ministero sulle specifiche esigenze dell'area pediatrica per la prevenzione e per la gestione dell'influenza pandemica: ''ci auguriamo che siano tempestivamente messe in atto''. Per concludere, il Presidente della SIP invita i genitori a non affollare i Pronto Soccorso per casi non realmente critici che possono essere gestiti differentemente, anche perche' i Pronto Soccorso sono luoghi in cui puo' avvenire la trasmissione della malattia.
I genitori di Emiliana, la bambina morta a Napoli, fanno sapere che ''la figlia era sana a quanto loro sapessero''. Se la piccola avesse patologie congenite non note lo si sapra' solo al termine dell'autopsia che sara' eseguita domani.
La ragazzina di Pompei e' la dodicesima vittima dell'influenza A in Italia. Dal mese di settembre e' la sesta morte a Napoli, la prima fra i bambini nel nostro Paese. Preoccupazione per un'altra bimba bolzanina della stessa eta' in condizioni molto critiche, ricoverata da una settimana alla Clinica universitaria di Innsbruck in Austria mentre in Puglia sono stati segnalati due nuovi casi 'potenzialmente gravi', dopo i due casi gravi registrati ieri.
Mentre le regioni si apprestano, fra i ritardi, a far partire nei prossimi giorni, a macchia di leopardo, la ''fase 2'' della vaccinazione contro la pandemia, aumentano dunque le vittime del virus.
Si tratta nella grande maggioranza dei casi di persone che soffrono di altre malattie e Alberto G. Ugazio, direttore del Dipartimento di Medicina Pediatrica dell'ospedale Bambino Gesu' di Roma, rassicura che non sono i bambini la categoria piu' a rischio. Ancora alcune regioni non hanno completato la ''fase 1'', quella della vaccinazione dei cosiddetti servizi essenziali (medici, infermieri, personale delle forze dell'ordine, ecc..). Un ritardo che continua a provocare polemiche. (ANSA)



