ROMA - I genitori di Emiliana, la bimba morta nel pomeriggio di venerdi' all'Ospedale Santobono di Napoli, non hanno la forza di parlare ma tramite il sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio, fanno sapere che ''la bambina era sana almeno a quanto loro sapessero''. Se la piccola avesse patologie congenite non note lo si sapra' solo al termine dell'autopsia che sara' eseguita nella giornata di domani all'Istituto di medicina legale del Policlinico di Napoli. Continua a leggere questa notizia
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I genitori di Emiliana, il fratello e la sorella sono chiusi nel loro dolore e fino a questo momento non vogliono parlare ne' con i giornalisti ne' con estranei. I funerali della piccola erano gia' stati fissati per oggi pomeriggio alle 15 nella chiesa dell'Immacolata Concezione ma sono stati rinviati proprio per consentire l'esame medico legale.
A Pompei, sui manifesti a lutto e' stato affisso un nuovo avviso con il quale si annuncia il rinvio delle esequie. ''Comprendeteci, siamo distrutti dal dolore - spiega un parente di Emiliana - questo non e' il momento di parlare. Attendiamo l'evolversi della vicenda''.
La ragazzina di Pompei e' la dodicesima vittima dell'influenza A in Italia. Dal mese di settembre e' la sesta morte a Napoli, la prima fra i bambini nel nostro Paese. Preoccupazione per un'altra bimba bolzanina della stessa eta' in condizioni molto critiche, ricoverata da una settimana alla Clinica universitaria di Innsbruck in Austria mentre in Puglia sono stati segnalati due nuovi casi 'potenzialmente gravi', dopo i due casi gravi registrati ieri.
Mentre le regioni si apprestano, fra i ritardi, a far partire nei prossimi giorni, a macchia di leopardo, la ''fase 2'' della vaccinazione contro la pandemia, aumentano dunque le vittime del virus.
Si tratta nella grande maggioranza dei casi di persone che soffrono di altre malattie e Alberto G. Ugazio, direttore del Dipartimento di Medicina Pediatrica dell'ospedale Bambino Gesu' di Roma, rassicura che non sono i bambini la categoria piu' a rischio. Ancora alcune regioni non hanno completato la ''fase 1'', quella della vaccinazione dei cosiddetti servizi essenziali (medici, infermieri, personale delle forze dell'ordine, ecc..). Un ritardo che continua a provocare polemiche. Altre Regioni, come sempre le piu' virtuose, sono pronte a vaccinare la popolazione. L'Emilia Romagna e' gia' partita il 15 ottobre, la Lombardia, cosi' come la Sicilia, comincera' lunedi' prossimo, il Piemonte solo una settimana dopo, il 9 novembre.
Anche il Veneto in settimana procedera' con la seconda fase di vaccinazione. L'obiettivo e' quello di immunizzare il 40% della popolazione, quella piu' a rischio: bambini, donne in gravidanza, adulti a rischio perche' sofferenti di alcune malattie. Restano esclusi, per ora, gli anziani che pero', ha spiegato nei giorni scorsi il viceministro Ferruccio Fazio, potrebbero usufruire del vaccino che probabilmente rimarra' perche' alcuni rifiuteranno per scelta personale il farmaco.
Un appello alle donne incinte a vaccinarsi contro l'influenza A e' giunto oggi dal radicale Silvio Viale, ginecologo al S. Anna di Torino, secondo il quale la malattia causata dal virus H1N1rischia di raddoppiare la mortalita' in gravidanza rispetto all'influenza degli altri anni. Ma i tempi ora stingono. ''E' assolutamente importante che le persone a rischio di complicanze che rientrano nelle ordinanze emanate dal ministero della Salute si vaccinino prima possibile contro il virus dell'influenza A, perche' dopo sarebbe inutile''.
Parola di Giovanni Rezza, epidemiologo dell'Istituto superiore di Sanita' (Iss), che non mostra preoccupazione per l'accelerazione del virus. Vaccinarsi infatti piu' avanti, magari nell'anno nuovo, aggiunge l'epidemiologo, ''non avrebbe senso'', perche' vaccinarsi non significa solo stare al riparo dal virus ma anche bloccare l'effetto di contagio che il virus puo' produrre e dunque abbassare il picco''. Vaccinarsi a gennaio, in sostanza, ''sarebbe inutile, perche' il picco sara' gia' passato''. (ANSA)



