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L'Alta Corte ceca approva il Trattato di Lisbona

PRAGA - Il Trattato di Lisbona non e' in contrasto con la Costituzione ceca. Secondo quanto annunciato da Pavel Rychetsky, il presidente della Corte costituzionale, riunita oggi a Brno, il Trattato di Lisbona e' conforme alla Costituzione ceca. La corte era stata chiamata a pronunciarsi per la seconda volta sul documento europeo a seguito di un secondo ricorso presentato da un gruppo di senatori cechi. L'alta corte ha esaminato il trattato nel suo insieme. Continua a leggere questa notizia

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La decisione della Corte costituzionale apre la strada alla firma del Trattato da parte del presidente della Repubblica ceca, Vaclav Klaus. Il giudizio sulla costituzionalita' del Trattato era infatti l'ultima condizione che Klaus aveva posto prima di apporre la sua firma per la ratifica. La richiesta di Klaus della deroga alla Carta dei diritti fondamentali dell'Ue, per evitare richieste di restituzioni da parte dei tedeschi dei Sudeti, e' stata esaudita a Bruxelles la settimana scorsa e il presidente ha dichiarato di non presentare condizioni nuove NOMINE AL RUSH FINALE Per la scelta del primo presidente permanente dell'Ue e dell'Alto rappresentante per la politica Estera (Mr Pesc), carica per la quale e' in pista Massimo D'Alema, il rush finale e' ormai al via. Oggi il nuovo segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, sara' a Bruxelles dove incontrera', tra gli altri, l'eurosocialista Martin Schulz, capogruppo dei socialdemocratici (S&d) all'Europarlamento. Intanto, in vista di un vertice 'ad hoc' che potrebbe essere convocato nelle prossime ore dalla presidenza di turno svedese dell'Ue per il 12 novembre prossimo, proseguono il totonomine e le 'esplorazioni' portate avanti dagli 'sherpa' di partiti e governi per sondare le possibilita' di successo delle varie candidature. Al borsino dei papabili le quotazioni di D'Alema risultano oggi stazionarie. Interpellate a questo proposito, fonti molto vicine al premier spagnolo Jose' Louis Zapatero - al lavoro sulle candidature eurosocialiste per il posto di Mr Pesc - parlano di un ''sudoku in fase di stallo''. Le stesse fonti sottolineano ancora una volta quanto sara' importante ''l'appoggio che sara' dato dai rispettivi governi'' ai candidati. Ed anche che si continua a riflettere su una candidatura femminile, alla quale lo stesso Zapatero, ma anche il presidente della Commissione Ue Jose' Manuel Barroso, guarderebbero con favore per riequilibrare la presenza di donne al vertice delle istituzioni europee.

A giocare in favore della candidatura D'Alema - su cui la potente lobby ebraica si mantiene pero' molto cauta - ci sono in questa fase le resistenze emerse in seno allo stesso partito laburista ad una 'partenza' verso Bruxelles di David Miliband, il concorrente finora piu' accreditato dell'ex premier italiano. Ma potrebbe essere tutto un gioco d'attesa in vista di una possibile volata finale. In deciso rialzo invece le quotazioni del premier belga, il democristiano Herman Van Rompuy, per il posto di presidente permanente dell'Ue.

Negli ambienti di Bruxelles si dice che su di lui potrebbero convergere il sostegno di Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, i quali hanno gia' fatto sapere che presenteranno un candidato unico. Per un Van Rompuy che sale ci sono Jan Peter Balkenende (premier olandese) e Wolsgang Schuessel (ex premier austriaco) che scendono. E un Tony Blair che Gordon Brown si ostina a non mollare. ''La partita continua a essere molto difficile, complessa e piena di variabili'', si osserva a Bruxelles tra gli addetti ai lavori. Una situazione che potrebbe maturare nel corso dei prossimi due, tre giorni facendo registrare anche dei colpi di scena.(ANSA)

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