Articoli correlati
(ANSA) - TORINO, 4 NOV - Sono migliaia le telefonate che i piemontesi fanno al call center istituito dalla Regione Piemonte (tant'e' che gli operatori sono passati oggi da 20 a 30, operativi sempre dalle 16,30 alle 20), ma la maggior parte di loro, parlando con gli addetti scoprono, non senza disagi, di non avere i requisiti richiesti dal ministero per venir vaccinati. Alcune persone, al no degli operatori, sono cadute letteralmente nel panico. Ieri, primo giorno, le telefonate sono state 2.400 a fronte di 180 persone risultate idonee a venir vaccinate. Persone che dovranno presentarsi nelle sedi apposite da venerdi' quando in regione, a scaglioni, partiranno le vaccinazioni. Le prime province a partire saranno Asti e Biella venerdi', a Torino si parte sabato. Una situazione sotto controllo, secondo l'assessore alla Sanita' Eleonora Artesio:''Deve passare il messaggio che vanno vaccinate solo le persone e i bambini a rischio - ha detto l'assessore -, per gli altri l'influenza A, se contratta, sara' un'influenza normale. Vedremo come andranno le cose con l'inizio della vaccinazione''. Al Piemonte sono stati destinati 650.000 vaccini. Di questi ne sono arrivati 186.000 (86.000 oggi). La prima fase del programma di vaccinazione, quella destinata al personale socio-sanitario, ovvero 55.000 persone in Regione, ha visto una bassissima adesione, 2.867. Tutti gli altri hanno rinunciato. Ora comincia la seconda fase destinata alla popolazione a rischio sotto i 64 anni, poi sara' la volta delle Forze dell'Ordine e degli addetti ai principali servizi pubblici. In tutto, si conta, 200.000 persone.(ANSA).



