TEHERAN - La polizia ha sparato sui manifestanti dell'opposizione che si sono radunati nel centro di Teheran. Lo riferisce il sito legato al riformista Mir Hossein Mussavi, mowjcamp.com, secondo il quale ''la polizia ha aperto il fuoco contro i manifestanti in piazza Haft-e Tir, alcune persone sono rimaste ferite''. Continua a leggere questa notizia
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Secondo alcuni testimoni sono migliaia gli uomini delle forze dell'ordine che si stanno scontrando con centinaia di manifestanti dell'opposizione che si sono radunati nel centro di Teheran mescolandosi alla dimostrazione ufficiale organizzata per celebrare il trentesimo anniversario dell'occupazione dell'ambasciata americana di Teheran.
Nei giorni scorsi i leader riformisti Mir Hossein Mussavi e Mehdi Karrubi avevano chiesto ai loro sostenitori di scendere in piazza. I Guardiani della Rivoluzione e la milizia basiji avevano diffidato dal manifestare contro il regime. I testimoni citati da Reuters affermano che i manifestanti dell'opposizione cantano ''Dio e' grande''.
L'ex candidato presidenziale moderato Mehdi Karrubi si e' unito ai dimostranti nel centro di Teheran. Lo riferisce un sito web vicino ai riformisti, secondo il quale Karrubi si sta dirigendo verso l'ex ambasciata americana.
Testimoni hanno riferito all'ANSA che diverse persone sono rimaste ferite e altre sono state arrestate negli scontri avvenuti oggi nel centro di Teheran, quando le forze di sicurezza sono intervenute per disperdere sul nascere una manifestazione dell'opposizione. Molte migliaia di persone, tra cui alcuni Mullah del clero sciita, hanno cercato di radunarsi sulla grande piazza Haft Tir per poi dirigersi verso l'ex ambasciata americana, circa un chilometro piu' a sud, dove era in corso un raduno ufficiale nel 30/o anniversario dell'assalto alla sede diplomatica. Le forze antisommossa, agenti in borghese e miliziani islamici hanno attaccato i manifestanti e hanno sbarrato l'accesso alla via Mofatteh, che conduce all'ex ambasciata. Incidenti sono segnalati anche sulla via Motaharri, circa due chilometri piu' a nord, mentre nelle via adiacenti e sulla vicina autostrada urbana Modarres molti automobilisti suonavano il clacson in segno di solidarieta' con i manifestanti.
30 ANNI FA PRESA OSTAGGI AMBASCIATA USA - L'Iran deve ''scegliere'' fra restare fisso sul passato o aprire la strada a ''piu' opportunita', prosperita' e giustizia'' per il suo popolo. Lo ha detto il presidente Usa Barack Obama in un comunicato, in occasione del 30/0 anniversario della presa di ostaggi all'ambasciata americana a Teheran. ''Da 30 anni ascoltiamo quello contro cui e' il governo iraniano. La questione ormai e': per quale tipo di avvenire e'?'' ha detto Obama. ''E' tempo per il governo iraniano di decidere se vuole restare fisso sul passato - ha aggiunto il presidente Usa - o se vuole fare scelte che aprirebbero la porta a piu' opportunita', piu' prosperita' e piu' giustizia per il suo popolo''.
MONTAZERI: FU UN ERRORE - Il grande ayatollah dissidente iraniano Hossein Ali Montazeri ha definito come ''un errore'' la presa di ostaggi di 30 anni fa nell'ambasciata americana di Teheran. Il 4 novembre 1979 un commando di circa 400 studenti della sinistra islamica fece irruzione nella sede diplomatica Usa prendendo in ostaggio 71 persone. Il sequestro di persona duro' 444 giorni. Il leader iraniano dell'epoca, l' ayatollah Ruhollah Khomeini, appoggio' l'azione degli studenti e pose come condizione per il rilascio degli ostaggi la consegna del deposto Scia' Mohammad Reza Pahlevi, che si trovava negli Stati Uniti per curarsi da un cancro.(ANSA)



