(ANSA) - CATANIA, 10 NOV - A Catania e provincia, ogni anno, 60 donne vengono salvate dal cancro all'utero, ma potrebbero essere piu' del doppio se si facesse piu' prevenzione. I dati sono stati resi noti da Aurora Scalisi, responsabile dell'unita' operativa di screening dell'Asp di Catania al seminario organizzato dalla Cisl etnea e dal coordinamento Donne sulla prevenzione oncologica della donna. ''La partecipazione allo screening del cervicocarcinoma nella popolazione catanese - ha spiegato la dottoressa Scalisi - e' del 30 per cento, contro il 70% del Centro Nord. Ogni anno invitiamo circa centomila donne, tra i 25 e i 64 anni, rispondono solo in 25mila. Tra queste riusciamo a individuare lesioni precancerose in circa 50-60 soggetti che cosi' possono essere curati e salvati. Se solo rispondessero piu' donne se ne potrebbero salvare molte di piu'''. ''Le disuguaglianze Nord-Sud - ha detto Alfio Giulio, segretario della Cisl di Catania - sono molto piu' evidenti nella sanita'. Compito di un sindacato moderno, come la Cisl, e' di intercettare i bisogni della gente e farsi promotore della cultura della prevenzione tanto sul posto di lavoro quanto all'interno della societa' nel suo complesso''. (ANSA).



