(ASCA) - Milano, 29 set - Ha scelto lo sciopero della fame per sensibilizzare i vertici di Unicredit che hanno tagliato i finanziamenti alla sua azienda e per avere un faccia a faccia riservato con l'amministratore delegato Alessandro Profumo. Giuseppe Pizzino, titolare del gruppo Castello, azienda del tessile di 320 dipendenti di Brolo, nel messinese, si trova da giovedi' scorso sotto la sede centrale di Unicredit, in piazza Cordusio a Milano. E' da 6 giorni che non mangia nel tentativo di incontrare i vertici della banca che finora non lo hanno ancora ricevuto. Insieme a lui, nel giorno del consiglio di amministrazione che sancira' un aumento di capitale senza ricorrere allo strumento dei Tremonti bond, sono arrivati oggi in Piazza Cordusio le due figlie, l'amministratore delegato del gruppo Castello e alcuni dipendenti. C'e' anche il sindaco di Brolo, Salvo Messina, che ha annunciato per i prossimi giorni lo sciopero generale di Brolo e di altri comuni della zona a sostegno di un imprenditore 'abbandonato' dal proprio istituto di credito. Pizzino e' cliente Unicredit dal 1997, due anni fa, dopo due bilanci chiusi in rosso, l'imprenditore ha avanzato alla banca richiesta di un prestito da 1,5 milioni di euro. Il prestito non e' stato concesso e, nel frattempo, il 'rosso' e' salito a 3 milioni di euro. In gioco c'e' un'azienda importante del territorio messinese, e 320 dipendenti ''tutti in regola con nessun co.co.co'', ha tenuto a precisare l'imprenditore.



