(ASCA-AFP) - Hong Kong, 1 ott - Centinaia di protestanti sono scesi in piazza ad Hong Kong per chiedere ai leader cinesi di rispettare i diritti umani e rilasciare i dissidenti incarcerati. I manifestanti, vestiti completamente di nero e mostrando degli striscioni, hanno approfittato delle celebrazioni del 60* anniversario della Repubblica Popolare per accusare la Cina di essere rimasta indietro sul fronte dei diritti umani, nonostante i grandi passi in avanti in campo economico. ''Non c'e' niente che valga di essere celebrato oggi'', ha detto rivolgendosi alla folla Lee Cheuk-yan, funzionario del movimento democratico di Alleanza Patriottica della Cina. Lee ha affermato che molti dissidenti cinesi sono ancora imprigionati a Pechino da quando, nel 1989, il Paese ha condannato le manifestazioni pro-democratiche. In quell'occasione un numero ancora imprecisato di manifestanti e' stato ucciso dalle truppe in piazza Tiananmen. ''Se i cinesi vogliono 'puntare in alto' hanno bisogno di rispettare la dignita' degli esseri umani'', ha detto un portavoce per l'Alleanza, citando una frase usata dal presidente Hu Jintao nel suo discorso alla folla che ha assistito alla parata militare organizzata oggi per festeggiare l'anniversario della Repubblica cinese a Pechino. ''La Cina - ha aggiunto Hu Jintao - e' in piedi ed e' un punto fermo in Oriente''. ''Sono un cittadino tipico di Hong Kong, non credo di essere patriottico. Faccio fatica a comprendere come la Cina possa spendere cosi' tanti soldi in cerimonie sontuose quando il paese e' afflitto da cosi' tanti problemi umani e sociali. Che cosa c'e' da festeggiare?'', ha detto all'Afp Michael Tsui, uno studente universitario, che ha preso parte alla protesta di Hong Kong, non condividendo la gioia dei leader cinesi. L'ex repubblica britannica di Hong Kong e' stata restituita alla Cina nel 1997, ma nonostante questo le e' stato consentito di operare con un sistema giuridico ed amminsitrativo separato, di fatti la citta' ha adottato il principio della liberta' di espressione.



