(ASCA-AFP) - Ginevra, 1 ott - Prima tornata di colloqui a Ginevra fra le sei potenze mondiali e l'Iran che dovra' dimostrare le intenzioni pacifiche del suo programma nucleare per evitare nuove sanzioni. Per ora le delegazioni sono a pranzo e non si sa se ci sara' anche una sessione pomeridiana dopo le tre ore di riunione di questa matttina. Fonti europee sostengono che il ''format'' restera' aperto per il resto della giornata, ma un membro delle delegazione iraniana ha detto all'AFP che potra' esserci un secondo meeting, ma che il tutto ''dipendera' dai risultati della mattina''. Il capo negoziatore nucleare iraniano, Saeed Jalili, ha incontrato i funzionari di Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania in una villa sul lago di Ginevra. Il gruppo dei 5+1 ha chiesto a Teheran di concedere accesso immediato all'Aiea all'impianto segreto scoperto nella citta' di Qom. Secondo il portavoce del Dipartimento di Stato Usa Robert Wood, il colloquio con il Consiglio di sicurezza dell'Onu e le 5+1 potrebbe fornire all'Iran la possibilita' chiarire le sue ambizioni nucleari. ''Questa e' la prima volta che accettiamo di sederci allo stesso tavolo con l'Iran come membro a pieno titolo delle discussioni delle 5+1. Siamo disposti a impegnarci in questo processo, ma non lo saremo per sempre. Stiamo arrivando ad un punto in cui non saremo piu' in grado di impegnarci'', ha detto Wood ai giornalisti. Alla vigilia degli incontri il segretario di Stato Usa Hillary Clinton ha avvertito l'Iran che se si rifiutera' di concedere l'accesso agli impianti nucleari e di congelare le attivita' sensibili ''rischia un maggiore isolamento e la pressione internazionale''. ''L'Iran e' in totale contraddizione con i suoi impegni internazionali e ogni giorno dimostra che e' impegnata a perseguire il suo programma nucleare militare'', ha detto al quotidiano Le Figaro il ministro della Difesa francese Herve Morin. ''Io non sono un fanatico di sanzioni contro il popolo. A volte sono utili, ma finora non abbiamo parlato di sanzioni da Ginevra'', ha detto il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner.



