(ASCA) - Roma, 2 ott - ''E' chiedere troppo alle banche italiane, quelle che erogano i servizi piu' costosi del mondo e che gestiscono il credito con criteri piu' che amicali nei confronti dei soliti noti, di comportarsi come le loro consorelle d'oltralpe?''. Se lo chiede il capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione Finanze al Senato, Elio Lannutti, all'indomani dell'impegno che le banche francesi hanno preso con l'Eliseo per chiudere le loro filiali nei paradisi fiscali entro il marzo 2010. ''Un comportamento analogo a mio avviso sara' quasi sicuramente impossibile - sottolinea Lannutti - considerato che le banche italiane, scandalosamente protette dall'Ufficio di Vigilanza di Bankitalia, sono molto esperte nell'attivita' di riciclaggio,come dimostra l'indagine su San Marino della Procura della Repubblica di Forli'. Ma al di la' delle chiacchiere, cosa sta facendo l'aspirante presidente alla BCE, Mario Draghi, per imporre ad un sistema bancario para-mafioso ed inefficiente, percio' dannoso per la collettivita' e per gli interessi generali, regole e comportamenti diligenti nella delicata funzione dell'attivita' creditizia?''. Secondo Lannutti la risposta e', ovviamente: ''Nulla!''. Per questo l'esponente IdV auspica ''che la Banca d'Italia si tolga i robusti paraocchi confezionati appositamente dalle banche azioniste per non guardare i comportamenti fraudolenti e si attivi per far funzionare un sistema bancario che non si adegua a regole trasparenti. Se del caso - conclude Lannutti - anche procedendo senza indugi a massicci commissariamenti''.



