(ASCA) - Roma, 2 ott - Manifestare per la liberta' di stampa ha un suo ''indubbio grande significato'' ma la piazza ''e' un luogo che non viene mai prima dello spazio intimo della coscienza'': lo scrive, in una nota pubblica oggi sul Sir, il direttore dell'agenzia dei vescovi, Paolo Bustaffa, a proposito della manifestazione in programma domani a Roma. ''La piazza - afferma Bustaffa - ha un suo indubbio grande significato, tuttavia e' un luogo che non viene mai prima dello spazio intimo della coscienza, e' un luogo che non puo' vivere di contrapposizioni, risentimenti''. L'invito del direttore dell'agenzia dei vescovi e' quello di ''cercare una direzione diversa per l'informazione nel nostro Paese, prima che si allunghino ulteriormente le distanze con i cittadini, prima che i media abbiano nulla o poco da dire''. ''Una direzione - aggiunge - che porti a considerare l'etica professionale come bussola irrinunciabile e come terreno sul quale professionisti cattolici e non cattolici possono insieme ritrovare il significato ultimo del loro lavoro''. Bustaffa richiama le parole della recente prolusione del presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, che descrive l'Italia come ''ciclicamente attraversata da un malessere tanto tenace quanto misterioso, che non la fa essere talora una nazione serena e del tutto pacificata al proprio interno, perche' attraversata da contrapposizioni radicali e da risentimenti''. L'invito di Bagnasco a ''rinunciare alla polemica pur di raggiungere un consenso sulla verita' piu' generale'' interpella in larga misura anche i media, ''e chiede in quale misura essi, nei termini di una professionalita' che dovrebbe vivere e crescere alla luce di un'etica condivisa, contribuiscano a incoraggiare e sostenere quel 'discernimento sapiente' che e' proprio di ogni persona e di ogni societa' sagge e lungimiranti''. ''Mentre continua, opportunamente, il dibattito sulla liberta' di stampa, le parole del card. Bagnasco invitano a non sostare alla periferia del tema. Chiedono di entrare nel vivo di una questione che coinvolge la coscienza, una questione che non e' semplicemente tecnica'', osserva Bustaffa , aggiungendo che ''ogni liberta' e' sostanziata dalla reciprocita' tra diritti e doveri''. Per il direttore del Sir, invece, negli ultimi tempi si e' ripetuto il tentativo di ''fermarsi agli aspetti cosiddetti tecnici al punto di ritenere che la notizia in se stessa, o una sua parvenza, sia un valore assoluto al quale sacrificare tutto e tutti''. ''Un cinismo - conclude Bustaffa facendo riferimento alla Caritas in veritate di papa Benedetto XVI - che i maestri dell'informazione hanno ripetutamente rifiutato''.



