(ASCA) - Roma, 5 ott - In Africa sono adolescenti un quarto delle donne che subiscono un aborto clandestino. L'85% delle morti per questa causa avvengono nella zona sub-sahariana e nel centro-sud dell'Asia. Esiste un'evidente correlazione fra poverta', maternita', interruzione volontaria di gravidanza e decessi. E le giovanissime sono le piu' vulnerabili, anche nei Paesi ricchi dove restano l'unica fascia in cui gli aborti crescono. Bisogna invertire la tendenza, rimuovere le cause, investire in educazione e in contraccezione responsabile perche' la maternita' possa diventare una scelta consapevole. Questo l'appello lanciato nella giornata di apertura del Congresso Mondiale di Ginecologia e Ostetricia (FIGO), in corso da ieri a Citta' del Capo. Fino al 9 ottobre oltre 13.000 esperti da tutto il globo si confrontano su temi dalla forte ricaduta sociale, come appunto la prevenzione di gravidanze non desiderate. ''Le societa' scientifiche internazionali sono concordi nell'indicare due strumenti fondamentali - afferma il prof. GianBenedetto Melis, Direttore della Clinica Ostetrica e Ginecologica dell'Universita' di Cagliari e vicepresidente della Societa' Italiana di Contraccezione (SIC) -. Da un lato investire in campagne educazionali nelle scuole e sui media, in collaborazione con le Istituzioni. Dall'altro migliorare l'offerta contraccettiva per abbattere le ''resistenze'' che alimentano la diffidenza nei confronti di quella ormonale, la piu' sicura in assoluto. Come le pillole a base di drospirenone che, come sottolineano gli esperi riuniti a Citta' del Capo, presentano una formulazione e benefici extracontraccettivi particolarmente adatti. Yaz rappresenta la proposta piu' mirata per le adolescenti - sottolinea Melis - perche' e' in grado di contrastare l'acne, i sintomi premestruali e la ritenzione idrica, con un evidente beneficio per il benessere complessivo, anche psicologico, della ragazza''. Ma, come ha sottolineato la presidente della FIGO, la canadese Dorothy Shaw, ''Vanno affrontate con determinazione le troppe discriminazioni fra i Paesi ricchi e i poveri, soprattutto sul materno-infantile che passano attraverso una contraccezione responsabile ma anche una forte lotta alle violenze nei confronti della donna, alle mutilazioni genitali femminili, alla garanzia di accesso a farmaci e terapie soprattutto per l'AIDS e le altre malattie sessualmente trasmesse''.



