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(ASCA) - Perugia, 9 ott - Un collegio di periti, al di sopra delle parti, per verificare ancora le diverse posizioni dei consulenti dell'accusa e delle difese di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, accusati della morte della studentessa inglese Meredith Kercher; e' stata questa la richiesta che il difensore di Sollecito Giulia Bongiorno ed il collega Luca Maori hanno fatto alla corte d'assise (presidente Giancarlo Massei) che e' riunita in camere di consiglio per decidere se accogliere o meno le richieste. Quattro sono le perizie: l'attribuibilita' del Dna sul gancetto del reggiseno di Meredith, le procedure di repertazione di questo gancetto, sul coltello che per l'accusa e' l'arma del delitto, coltello che venne trovato con tracce di materiale biologico e se lo stesso potesse aver provocato quelle ferite mortali sulla vittima, la studentessa inglese Meredith Kercher. I legali del giovane ingegnere di Giovinazzo hanno anche chiesto un ulteriore perizia sull'ora della morte e sulla presenza di piu' aggressori, tanto che e' stata chiesta dai difensori della Knox, Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova, quella sulle impronte di piedi nudi trovate nella casa del delitto e sulla orma trovata sul cuscino che copriva il volto della vittima. Un'altra perizia dovrebbe riguardare il computer di Sollecito, ma anche quelli delle due studentesse, sia l'americana che Meredith, avendo avuto i portatili dei guasti a causa di scariche elettriche. Alle superperizie si erano opposti i due Pm Manuela Comodi e Giuliano Mignini che si sono rifatti agli atti. Il presidente della Corte Massei ha valutato in due ore circa, la seduta in Camera di consiglio.



