(ASCA - CORRIERE COM.) - Roma, 13 ott - Anche se il video diventera' presto il tipo di contenuto online piu' cercato dal popolo del web, mancano delle formule di pagamento capaci di convincere gli utenti e cio' significa che l'online video non produrra' entrate significative fino al 2011. E' quanto sostiene la societa' di analisi Forrester secondo cui la musica, comincia a vedere ''la luce alla fine del lungo tunnel'': una nuova generazione di servizi in abbonamento, insieme al sito che ha aperto la strada, iTunes della Apple, creeranno un mercato del valore di oltre 2.435 milioni di euro entro il 2014. Non cosi' per le news online: molto ricercate, ma solo se gratis. ''La digitalizzazione dell'industria dei contenuti, quella che la Forrester definisce 'media meltdown', e' stata una rivoluzione positiva per gli utenti, un po' meno per i proprietari dei contenuti, perche' se i primi trovano sul web tutti i contenuti di cui hanno bisogno, i secondi non sono riusciti a generare entrate simili a quelle che ottenevano (in passato) con Cd e Dvd'', nota Nick Thomas, autore dello studio Forrester. ''Tuttavia comincia a emergere qualche nuovo modello in grado di persuadere gli utenti di Internet ad aprire il borsellino''. Non per tutti i settori, pero': bene la musica, cosi' cosi' il video, male i giornali. La musica online, in particolare, vedra' ''la luce fuori dal tunnel'', secondo Thomas: anche se il modello free continuera' ad essere vincente, il 47% degli utenti paghera' almeno in parte per i contenuti musicali su Internet nel 2014. Fra cinque anni, l'utente medio europeo di musica online spendera' piu' di 34 euro ogni anno in musica digitale.



