(ASCA) - Genova, 14 ott - Con 20 voti a favore e 10 voti contrari, il Consiglio Regionale della Liguria ha approvato una mozione (primo firmatario Vincenzo Marco Nesci (Rifondazione Comunista - Sinistra europea), modificata nel corso del dibattito in aula di ieri, con l'aggiunta delle firme di Moreno Veschi (Partito Democratico), Luigi Patrone (capogruppo Udc), Tirreno Bianchi (Partito dei Comunisti italiani), Carlo Vasconi (Verdi), in pratica i rappresentanti di tutti i gruppi del centro sinistra, che impegna il Presidente della Giunta Claudio Burlando ''ad intraprendere ogni iniziativa politica nei confronti della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati affinche' respinga la proposta di legge n. 2669 in quanto materia di competenza concorrente; e a disporre l'invio della presente mozione ai capigruppo delle forze politiche in Parlamento, ai componenti della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, ai Presidenti Anci ed Upi, al Presidente della Conferenza delle Regioni''. Nel dibattito iniziato ieri prima dell'interruzione dovuta la confronto con il lavoratori Amt Vincenzo Nesci (Partito della Rifondazione comunista - Sinistra europea) aveva definito il progetto di legge nazionale attualmente all'esame della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati che vuole introdurre norme di sbarramento al 4% anche nei consigli regionali un ''intervento improprio e illegittimo. Un atto assai grave di lesione dell'autonomia che l'art. 122 della Costituzione assegna alle Regioni''. Nesci aveva ricordato che in Liguria e' in corso una discussione con tre diverse proposte di legge. ''Lo sbarramento - ha aggiunto Nesci - vuole eliminare le diversita' che pero' esistono e sono vive nel Paese: per questo e' un'idea antidemocratica del centrodestra per cui cio' che non sta in parametri ben definiti deve essere cancellato. La proposta di legge 2669 non giova affatto alla stabilita' delle Giunte in quanto le attuali leggi elettorali assicurano tutte consistenti premi di maggioranza che non consentono alle forze politiche minori di determinare la caduta degli esecutivi, ne sia prova il fatto che negli ultimi cinque anni nessuna Giunta regionale e' stata sfiduciata. Lo sbarramento al 4%, come per le elezioni europee, intacca il pluralismo democratico e limita la rappresentanza di milioni di persone che non si riconoscono nelle attuali forze politiche presenti in Parlamento''.



