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Usa/s.Sede: Ambasciatore Diaz, Possiamo Lavorare Insieme a Chiesa

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(ASCA) - Citta' del Vaticano, 14 ott - L'amministrazione Obama puo' lavorare efficacemente con i cattolici per delle ''buone cause'', e un esempio di questa collaborazione e' la conferenza sulla prevenzione della trasmissione madre-figlio dell'Aids organizzata dall'ambasciata statunitense presso la Santa Sede e da Caritas Internationalis, in corso in questi giorni a Roma presso la Pontificia Universita' della Santa Croce. A dirlo, in un colloquio con l'ASCA a margine dei lavori della conferenza, e' il neo-ambasciatore Usa in Vaticano, il teologo Miguel H. Diaz, alla sua prima uscita pubblica dopo l'udienza in cui ha consegnato le proprie credenziali a papa Benedetto XVI. L'ambasciatore Diaz, consapevole della complessita' del suo ruolo, mentre una parte dell'episcopato statunitense e del mondo cattolico continua a guardare con profondo scetticismo a Obama per le sue posizioni pro-life, si attiene strettamente al tema della conferenza, e preferisce non rispondere alle domande sul ruolo del condom nella prevenzione dell'Aids, che ha tenuto banco in questi giorni al Sinodo dei vescovi sull'Africa. Quello che gli interessa, spiega, e' ''cercare con attenzione i modi in cui possiamo lavorare assieme per portare ai bambini del mondo le cure e le informazioni necessarie'' per la prevenzione del virus. E' la strategia delineata da Barack Obama: cercare cio' che unisce piuttosto che cio' che divide. ''Nel suo discorso al Cairo - sottolinea l'ambasciatore -, il presidente Obama ha invitato il mondo a riconoscere dei principi comuni a tutte le fedi e a intraprendere azioni basate su questi principi''. La conferenza di oggi, ''e' un esempio di come lavoriamo con i credenti per una nobile causa. In questo caso, lavoriamo con Caritas Internationalis e le altre persone di fede qui presenti, giovani cattolici per invitare tutte le persone di buona volonta'. Se riusciamo a migliorare il livello di informazione'' sull'Aids, ''se riusciamo a diagnosticare presto il virus, se riusciamo a dare alle madri le cure sin dall'inizio, allora stiamo lavorando per la prevenzione e la cura di questa terribile malattia, per il mondo e soprattutto per i bambini dell'Africa''. Diaz evidenzia soprattutto l'importanza di poter lavorare con 'persone di fede' su questi temi: ''Una partnership tra gli Stati Uniti, il piu' grande donatore internazionale, e la Chiesa, il piu' grande distributore mondiale di aiuti'', e' indispensabile, e per questo ''ci rivolgiamo alle persone di fede per mettere in atto queste misure''. Al di la' delle differenze, quindi, temi come la prevenzione dell'Aids sono ''un'ottima occasione per mostrare che possiamo lavorare assieme su temi specifici, mettendo assieme punti di vista diversi cosi' da poter ottenere insieme risultati per una buona causa''.

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