(ASCA) - Roma, 15 ott - Il disegno di legge sull'omofobia ''io potrei presentarlo anche oggi in Consiglio dei ministri ma poi il problema e' che per presentarlo alle Camere bisogna aspettare sei mesi. E allora sono dell'idea che questo tempo vada impiegato per fare una riflessione piu' ampia all'interno della stessa maggioranza per cercare di arrivare ad una posizione quanto piu' possibile condivisa''. Lo afferma il ministro per le Pari opportunita' Mara Carfagna, intervenendo a 'La Telefonata' su Canale 5 e spiegando che ''su un tema come questo e' normale che ci siano diverse posizioni, che le diverse anime del Pdl, il partito che rappresenta oltre il 40% degli italiani, si facciano sentire magari anche con posizioni e con idee diverse. Allora credo sia opportuno parlarne, confrontarsi e cercare la soluzione migliore quella che non solo metta d'accordo tutti all'interno della maggioranza o quasi tutti , ma anche naturalmente quella che io reputo la soluzione migliore dal punto di vista tecnico-legislativo visto che la prima Commissione, la commissione Affari costituzionale, aveva espresso dei rilievi riguardo alla norma che poi e' stata bocciata dall'aula l'altro giorno''. All'interno del Pdl, sostiene il ministro, ''e' possibile che ci sia chi non e' d'accordo. Io credo che sul principio siamo tutti d'accordo nel senso che quando ci si trova di fronte ad atti di intolleranza motivati da odio per motivi di omosessualita', di transessualita' credo che sia giusto punire severamente e doppiamente il colpevole per marcare e sottolineare non solo il disvalore sociale dell'atto ma anche il disvalore giuridico. Io - ricorda - mi ero permessa di indicare all'aula un'altra strada da percorrere cioe' quella del Trattato di Lisbona. Il Trattato, che e' stata ratificato dal nostro Parlamento, prevede il dovere per gli Stati di predisporre azioni concrete per contrastare le discriminazioni fondate sulla razza, sulla religione, sull'orientamento sessuale, sull'eta', sulla disabilita' e sul sesso. Adesso sulla razza e la religione sono gia' previste nella legge Mancino, restano gli altri tre fattori discriminanti eta', disabilita' e orientamento sessuale''. Allora basterebbe modificare la legge Mancino, vien fatto notare al ministro. ''Il principio e' assolutamente condivisibile'', dice la Carfagna aggiungendo pero' che ''la collocazione della norma in quella sede, cioe' nella sede della legge Mancino, crea problemi perche' si tramuterebbe poi in reato di opinione e questo provocherebbe l'impossibilita' di esprimere magari un'opinione dissenziente nei confronti del comportamento omosessuale, perche' gia' l'espressione dell'opinione sarebbe gia' di per se reato. Non si vuole arrivare a questo''. Per il ministro ci vorrebbe una legge che punisca chi aggredisce, colpisce, ferisce. Una norma, aggiunge, che riguarda tutti, non soltanto chi ha degli orientamenti sessuali altrimenti c'e' il rischio di discriminazioni tra omosessuali e eterosessuali. ''E' questo il principio che vorremmo seguire, ecco perche' facevo riferimento al Trattato di Lisbona. E' poi importante - dice il ministro - anche agire molto sulla cultura, sulla cultura dell'intolleranza, sulla cultura dell'odio. Stiamo facendo delle iniziative che a mio avviso sono molto significative. In questi giorni - rileva la Carfagna - e' in corso in tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado la settimana contro la violenza che abbiamo promosso con il ministero dell'Istruzione e che prevede conferenze, incontri, dibattiti, confronti, proiezioni di film, di filmati con l'obbiettivo di educare i ragazzi al rispetto dell'altro indipendentemente dalla razza, indipendentemente dalla religione che professa, indipendentemente dall'orientamento sessuale che ha. Poi sara' in onda sulle reti televisive nazionali a fine mese uno spot che ha come obbiettivo proprio quello di contrastare la cultura dell'odio nei confronti degli omosessuali''. All'interno del Pdl c'e' pero' chi dice che questa legge aprirebbe le porte ai matrimoni gay, viene detto ancora alla Carfagna. ''Questo - assicura il ministro - non rientra nel programma della maggioranza a cui appartengo, non rientra nelle mie convinzioni personali, quindi credo che sia difficile che da questo si possa poi passare al riconoscimento delle coppie omosessuali, al riconoscimento addirittura della possibilita' di adottare per le coppie omosessuali alle quali io sono fermamente contraria. Io credo che questa sia una norma di giustizia , una norma di civilta', una norma necessaria anche per il dilagare di tutti quegli episodi di intolleranza e di violenza che purtroppo si sono verificati in questi ultimi mesi''.



