(ASCA) - Citta' del Vaticano, 15 ott - ''Il 13 agosto scorso, i ribelli sono entrati nella chiesa della mia parrocchia ed hanno preso tante persone in ostaggio. Mentre fuggivano nella foresta, ne hanno uccise sette: li hanno crocifissi agli alberi. Si verificano tanti drammi come questo. Alcuni di loro sono stati istruiti da al Qaeda in Afghanistan: sono contro la Chiesa. Il progetto e' intimidire i cristiani'': e' la drammatica testimonianza di mons. Hiiboro Kussala, vescovo della diocesi di Tombura Yambio, nel Sud del Sudan, in questi giorni a Roma per partecipare ai lavori del Sinodo dei vescovi sull'Africa. Intervistato dalla Radio Vaticana, il vescovo racconta le violenze subite dai cristiani e denuncia la mano del governo di Khartoum che le fomenta: ''Questi ribelli - racconta -, a nostro modo di vedere, stanno ricevendo aiuti da parte del governo del Nord. Tutti hanno fucili, armi ... Credo ci sia la volonta' di lasciare il Sud Sudan in difficolta' perche' non abbia quella pace necessaria per preparare il referendum che e' previsto per l'anno prossimo''. ''Noi - aggiunge - viviamo proprio in questo senso, perche' stanno uccidendo la gente, bruciano le loro case, le chiese: questo e' martirio''. Il Sudan, ricorda la Radio Vaticana, e' un ''Paese spaccato tra un Nord prevalentemente arabo che ha imposto la legge coranica e un Sud cristiano animista. Le elezioni politiche, previste dagli accordi di pace del 2005, dovrebbero svolgersi entro il 2010, mentre per il 2011 e' fissato un referendum per l'autodeterminazione del Sud. Ma l'appuntamento con le urne e' messo a rischio dalle continue violenze perpetrate da gruppi ribelli legati al governo di Khartoum''.



