(ASCA) - Citta' del Vaticano, 16 ott - Indu' e cristiani lavorino insieme per lo sviluppo umano integrale: e' la proposta del ''Messaggio per il Deepavali 2009'', diffuso oggi dal Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso con il titolo ''Indu' e cristiani: impegnati per lo sviluppo umano integrale''. ''Le feste religiose ci offrono l'opportunita' di ravvivare il nostro rapporto con Dio e tra noi'' osserva il presidente del dicastero, card. Jean-Louis Tauran, auspicando che ''questa festa delle luci possa rafforzare l'amicizia tra noi''. Il tema prescelto per la riflessione di quest'anno e' ''la necessita' di lavorare insieme per lo sviluppo umano integrale''. Tale sviluppo, spiega il card. Tauran, comporta ''un progresso nella direzione del vero bene di ciascun individuo, comunita' e societa', in ogni dimensione della vita umana: sociale, economica, politica, intellettuale, emozionale, spirituale e religiosa''. Di qui il richiamo alle parole di Benedetto XVI nella ''Caritas in veritate'': ''lo sviluppo umano integrale suppone la liberta' responsabile della persona e dei popoli''. Esso, prosegue il card. Tauran, ''si puo' raggiungere solo attraverso l'assunzione di una responsabilita' condivisa gli uni per gli altri ed impegnandosi seriamente in azioni di collaborazione. Cio' scaturisce dalla nostra stessa natura di esseri umani e dalla nostra appartenenza all'unica famiglia umana''. ''Nel processo dello sviluppo integrale, la protezione della vita umana ed il rispetto della dignita' e dei diritti fondamentali della persona - si legge nel messaggio - sono responsabilita' di ciascuno'', individualmente e collettivamente, e ''il rispetto per gli altri implica'' il riconoscimento della loro liberta': ''liberta' di coscienza, di pensiero e di religione''. ''Quando le persone si sentono rispettate nelle loro scelte di fondo come esseri religiosi'', ammonisce il card. Tauran, solo allora sono in grado di ''incontrare gli altri e di cooperare per il progresso dell'umanita'. Cio' forma un ordine sociale piu' pacifico che contribuisce allo sviluppo''. Quest'ultimo richiede ''anche la volonta' politica'' di garantire maggiore protezione dei diritti umani ed una coesistenza pacifica. ''Sviluppo, liberta' e pace sono indissolubilmente legati e si completano reciprocamente. Una pace duratura e relazioni armoniose emergono in un'atmosfera di liberta'; allo stesso modo, lo sviluppo umano integrale si realizza in un ambiente pacifico''. Di qui l'esortazione finale: ''Tutti insieme, come persone di buona volonta', uniamoci'' per conseguire ''l'armonia religiosa e lo sviluppo integrale'' di ognuno. Possa il Deepavali essere occasione per ''lavorare insieme'' per ''un'era di vera liberta' per tutti e di un integrale sviluppo umano di tutti''.



