(ASCA) - Treviso, 21 ott - ''Il forte utilizzo in Italia di contratti a tempo determinato o flessibili e' la conseguenza di due questioni che finora non sono state prese in considerazione con sufficiente attenzione: l'eccessiva rigidita' del rapporto di lavoro derivante dall'art.18 dello Statuto dei lavoratori e la maggior convenienza economica, per la presenza di minori contributi, nei contratti di flessibilita'''. Cosi Fabio Gava, parlamentare del Pdl, sulla questione del posto fisso recentemente riproposta dal Ministro Tremonti come ''valore''. ''Se veramente si ha a cuore la stabilita' del rapporto di lavoro occorre andare al centro del problema e prevedere, semmai, contratti a tempo indeterminato con la facolta', da parte del datore di lavoro, di recesso senza il limite derivante dall'art.18. Insomma contratti affetti da meno rigidita' per le imprese. I lavoratori dipendenti - dice Gava - sono una risorsa che normalmente, in assenza di ragioni economiche che determinano politiche di riduzione del personale o di fatti particolarmente problematici, i datori di lavoro apprezzano e difficilmente se ne privano soprattutto se formati positivamente nel tempo''.



