(ASCA) - Roma, 21 ott - ''La Ru486 ha trasformato gli antiabortisti in abortisti: difendono l'aborto chirurgico per attaccare la pillola. Si puo' parlare di miracolo''. Lo afferma in una nota Silvio Viale, ginecologo torinese responsabile del reparto Interruzioni Volontarie della gravidanza dell'ospedale Sant'Anna di Torino. ''E' evidente - afferma - che non sanno di cosa parlano in entrambi i casi, come e' indiscutibile che sanno di avere torto''. ''Se la 194 obbligasse al ricovero, ed e' chiaro che non hanno ancora letto l'articolo 8 fino in fondo, che bisogno avrebbero di ripeterlo in continuo? - chiede - Chi devono convincere? Se stessi? Il direttore dell'Aifa? Quello in corso e' un film gia' visto in occasione della sperimentazione del S.Anna che si e' concluso con l'archiviazione da parte della magistratura torinese''. La 194, prosegue il ginecologo, ''impone che sia un medico di un ospedale, uno come me, o di un consultorio a praticare l'aborto, ma non impone che le conseguenze dell'intervento abortivo debbano risolversi in ospedale. Del resto, attualmente, vi sono almeno due casi di interventi abortivi a seguito dei quali le donne vengono dimesse senza che sia avvenuta alcuna espulsione del prodotto abortivo, o dell'embrione come direbbero loro. Quali siano questi casi lo rivelero' in sede di audizione insieme a molte altre questioni che i senatori non conoscono'', promette. ''E' comunque curioso - aggiunge - che il sottosegretario Eugenia Roccella e Maurizio Gasparri spieghino cosi' insistentemente cosa avrebbe deciso l'Aifa, senza attendere l'audizione del suo direttore, come se conoscessero o avessero scritto loro la determina. Vedremo questa mattina se il direttore generale dell'Agenzia del farmaco sapra' mantenere la schiena dritta''.



