(ASCA) - Roma, 21 ott - L'importanza del dialogo e della cooperazione tra l'Occidente e il mondo islamico per la pace nel mondo e' stata sottolineata oggi dal presidente della Camera Gianfranco Fini nel suo intervento di apertura del convegno ''Il consolidamento del dialogo tra l'occidente e il mondo musulmano'' organizzato a Montecitorio (Sala della Lupa) nell'ambito delle ''Giornate del Consiglio di cooperazione dei Paesi Arabi del Golfo''. Una riflessione densa di riferimenti culturali, religiosi e storici con il riferimento al dialogo come unico strumento per il superamento di storici equivoci e incomprensioni verso un rapporto di cooperazione che puo' influire sulla pace del mondo intero. In questa prospettiva, Fini ha indicato come esempio e luogo essenziale per questo processo il Mediterraneo come area di storico confronto delle tre grandi ''religioni del libro'' da cui puo' irradiarsi il processo di pace. La riflessione di Fini ha infatti preso le mosse dal ruolo della religione. ''Sul piano culturale -ha detto Fini-, la convinta scelta del dialogo e della moderazione sta sprigionando nuove energie affinche' la societa' possa coniugare tradizione ed innovazione. Un anno fa, nella precedente sessione, il vertice del Consiglio di Cooperazione ha ribadito nel suo comunicato finale l'importanza del dialogo e del rispetto reciproco, nonche' la necessita' di costruire ponti di convergenza tra i popoli e le civilta'. La religione e' amore, umanita', spiritualita': e' sentire le affinita', non evidenziare le differenze. La sua finalita' e' tendere ad associare, non a dividere. L'integralismo, l'odio e il razzismo sono la negazione della religione. Non a caso, le tre ''religioni del libro'' condividono il valore centrale della persona umana nel suo rapporto con il Dio unico''. ''La storia delle relazioni tra l'Occidente e il Mondo Musulmano conferma che la fede religiosa e' stata causa di guerre e di conflitti non per ragioni sue proprie, ma -ha aggiunto Fini- perche' utilizzata e strumentalizzata nel corso dei secoli a fini politici di espansione e di egemonia. Gli attacchi del terrorismo fondamentalista - che non hanno risparmiato nessuna parte del mondo - sono stati l'ultima mistificazione in cui la religione e' stata invocata a sostegno di una volonta' di sopraffazione''. ''Il cinico e criminale piano dell'estremismo non e' pero' riuscito. All'indomani dell'11 settembre, il mondo si e' ritrovato piu' unito e solidale. E' stata smentita la teoria di un inevitabile conflitto tra le civilta' in cui l'Occidente e l'Islam si sarebbero dilaniati. La cultura occidentale e la cultura islamica -ha sottolineato Fini- sono in realta' storicamente intrecciate e dispongono di solide basi per dialogare e agire insieme. Il bacino del Mediterraneo ne costituisce l'esempio piu' evidente, nella sua piu' ampia accezione geopolitica. Il bacino allargato del Mediterraneo, attraversato fin dall'antichita' da comuni correnti culturali e filosofiche, e' oggi un'area in cui e' particolarmente importante affermare il valore della pace tra i Popoli, del mutuo arricchimento tra le diverse tradizioni, del doveroso e rispettoso dialogo tra le religioni. Il rapporto tra Occidente e Islam viene dunque da lontano, ma assume oggi, all'inizio del XXI secolo, una valenza nuova per la stabilita' di tutto il pianeta. Sono certo che un'azione comune possa costituire per tutto il mondo un punto di riferimento capace di affrontare, sul piano internazionale, le piu' gravi crisi regionali e quindi favorire, sul piano interno, la convivenza e l'integrazione''.



