(ASCA) - Roma, 21 ott - ''Le proposte che riguardano la giustizia attualmente in campo sono questioni completamente diverse, non facciamo confusione e non parliamo a vanvera. Un conto e' la riforma dell'ordinamento forense, sulla quale certo si potra' discutere, ma e' attesa da decenni dall'avvocatura italiana. Altra questione e' la riforma della disciplina delle intercettazioni, che consideriamo una vera e propria provocazione''. Lo ha detto Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd, parlando con i giornalisti al Senato. ''La questione delle intercettazioni - ha proseguito Anna Finocchiaro - e' una questione molto piu' seria. Spero che sia assolutamente lontana l'idea della maggioranza di imporre anche qui al Senato il testo della Camera, che e' un testo sbagliato, perche' limita di fatto molto seriamente il potere degli investigatori. E siccome questo si traduce poi in una insicurezza per i cittadini, cio' ci preoccupa molto. Basti pensare per esempio alla fondamentale importanza che hanno per il reato di estorsione le intercettazioni telefoniche e le intercettazioni ambientali''. ''Non va bene limitarle, cosi' come questo testo fa - prosegue Finocchiaro -. Prima quando si procedeva per reati di mafia c'era una disciplina piu' rigorosa per quanto riguardava le intercettazioni, maggiori possibilita' per gli inquirenti. Ora i reati di mafia e reati comuni vengono di fatto equiparati''. A chi sollecita, nella maggioranza, il Pd a sotterrare l'ascia di guerra, Anna Finocchiaro risponde: ''Questa proposta sulle intercettazioni e' stata una provocazione fin dall'inizio, e voglio vedere qual sara' la mediazione che ci proporranno, perche' attualmente quella che e' gia' una mediazione prevede che si possa fare l'intercettazione telefonica negli stessi identici casi in cui si puo' arrestare una persona. La seconda questione e' che si pone un limite di tempo, per cui superato quel limite possono anche succedere l'attentato o la strage, non si puo' piu' intercettare per nessuna ragione. Un'altra questione e' che si puo' intercettare un soggetto estorto solo col suo consenso, e ovviamente questo significa porlo sotto una pressione gravissima delle organizzazioni criminali che lo taglieggiano. Ci sono anche altri profili che non ci convincono, per esempio quelli che riguardano i giornalisti, che se pubblicano atti pubblici in possesso dell'imputato e dei suoi difensori vanno incontro a sanzioni penali. Un testo cosi' fatto non e' un testo che puo' essere approvato con il nostro consenso, ovviamente''.



