(ASCA) - Roma, 22 ott - ''Il lavoro flessibile non e' un male, lo e' quando non e' dotato di retribuzioni adeguate e di sostegni ''. E' quanto afferma il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, intervenendo a Canale 5 commentando il tema del posto fisso meglio del lavoro a termine. ''E' difficile da parte di chiunque sostenere che sia meglio il lavoro precario rispetto a quello fisso - afferma Bonanni -, il lavoro fisso e' obbiettivo di ogni persona per un programma familiare, per un programma di vita per assolvere a tutte le incombenze che ogni persona per organizzare la propria vita ha bisogno''. Sulla flessibilita' nel lavoro, Bonanni sottolinea che ''c'e' stato un equivoco nel corso degli anni perche' chi si e' voluto opporre ad una riforma del mercato del lavoro che adattasse il mercato del lavoro alle condizioni di mercato internazionali ed italiane ha insistito nel dire che il lavoro flessibile e' il lavoro precario. Il lavoro flessibile non e' un lavoro precario, lo diventa solamente in un caso, quando i lavori flessibili vengono pagati poco e quando il lavoratore flessibile non ha tutti i sostegni che proprio perche' e' flessibile deve assolutamente avere come una formazione adeguata per aggiornare la professionalita' , degli ammortizzatori capaci di seguirlo nei suoi spostamenti e altre prestazioni come la previdenza integrativa che si abbina a quella pubblica e cosi' via''. ''Il problema vero - continua Bonanni - e' che in Italia viene pagato piu' il lavoro non flessibile che il lavoro flessibile. Invece bisogna fare il contrario e smentire e sbugiardare chi per piu' di dieci anni ha sostenuto che il lavoro flessibile equivale a quello precario non facendo nulla per aumentare salari e prestazioni ai lavoratori flessibili. Non c'e' soluzione per il mercato del lavoro e per tener testa ai mercati internazionali senza che il lavoro si flessibilizzi ma ci vuole come si dice flex security, ci vuole una sicurezza che sostenga la flessibilita'''.



