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Calcio: Legambiente, Da Legge Stadi Piu' Grande Speculazione Dopoguerra

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(ASCA) - Roma, 22 ott - ''E' passata al Senato in modo stranamente silenzioso e riservato, aggirando cosi' anche le potenziali modifiche delle Commissioni e dell'Aula, e si appresta ora ad approdare alla Camera come se fosse un disegno di legge ad hoc per gli stadi. Ma la verita' e' un'altra. Si tratta di un provvedimento dalla portata dirompente, che puo' dare il via a incredibili speculazioni immobiliari che nulla hanno a che fare con il calcio''. Questa la denuncia di Legambiente. Delle ''Disposizioni per favorire la costruzione e la ristrutturazione di impianti sportivi e stadi anche a sostegno della candidatura dell'Italia a manifestazioni sportive di rilievo europeo o internazionale'', si e' parlato oggi a Roma, nel corso della conferenza stampa che si e' tenuta nella sala stampa della Camera dei Deputati e alla quale hanno preso parte Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente, Lorenzo Parlati, presidente Legambiente Lazio, Edoardo Zanchini, responsabile urbanistica dell'associazione e i parlamentari Roberto Della Seta, capogruppo Commissione Ambiente del Senato, Fabio Granata, vice presidente Commissione Antimafia e Ermete Realacci, responsabile Ambiente del Partito Democratico. ''In questo disegno di Legge - ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza - non ci si occupa principalmente degli stadi come non ci si preoccupa delle reali esigenze dei tifosi. E' evidente che con la scusa degli Europei di calcio, si stanno facendo passare scelte in cui a pesare sono soprattutto interessi immobiliari di tipo speculativo che devono essere fermati. Si parla di ''complessi multifunzionali'', di provvedimenti speciali per semplificare le procedure di realizzazione saltando i controlli, di contributi pubblici a vantaggio di pochi privati, di possibili interventi in tutte le citta', a prescindere dalle candidature. Tutte questioni evidentemente lontane dallo sport e dai progetti realizzati nel resto d'Europa''. Nello specifico, ''risulta inquietante il fatto che questa legge sia stata approvata dalla Commissione Cultura del Senato, con voto all'unanimita' da parte di tutti i gruppi parlamentari ed evitando il passaggio in Aula, pur trattandosi di un testo dai contenuti sicuramente difformi dalla normativa urbanistica vigente, e ben piu' inerenti ai temi propri delle Commissioni Ambiente e Lavori Pubblici che a quelli della Cultura''.

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