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Onu: Oss. Romano, Nuovo Linguaggio Laicista Imposto Anche a Chiesa

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(ASCA) - Citta' del Vaticano, 22 ott - Un'analisi e una critica serrata dell'etica promossa a partire dagli anni '90 - con la fine della guerra fredda e l'inizio dell'eta' della globalizzazione - dalle grandi organizzazioni internazionali, Onu in testa, un'etica che ''vuole imporre'' anche alla Chiesa ''la trascendenza del diritto di scelta dell'individuo al di fuori del disegno di Dio: la propone oggi in prima pagina l'Osservatore Romano, con un articolo a firma di Marguerite A. Peeters, giornalista statunitense direttrice a Bruxelles dell'Institute for Intercultural Dialogue Dynamics. ''Negli anni immediatamente successivi alla caduta del muro di Berlino - scrive Peeters -, mentre l'umanita' entrava in una nuova era, detta della globalizzazione, le Nazioni Unite hanno organizzato una serie di grandi conferenze internazionali con l'obiettivo di creare un nuovo consenso mondiale sulle norme, sui valori e sulle priorita' della cooperazione internazionale per il XXI secolo''. Tra queste nuove 'parole d'ordine' c'erano ''buon governo, democrazia partecipativa, partenariati, consenso, sviluppo sostenibile, olismo, qualita' della vita, educazione civica, sensibilizzazione, educazione fra pari (peer education), appropriazione, liberta' di scelta, accesso universale alle scelte, diritti dei bambini, emancipazione delle donne, senza dimenticare il genere (gender) e la salute riproduttiva''. La ''imposizione mondiale'' di questo ''nuovo linguaggio'', frutto dell'elaborazione di ''una minoranza di esperti occidentali postmoderni secolarizzati, anzi laicisti'', e' penetrata anche all'interno della Chiesa, perche' ''molte Ong, organismi di aiuto, universita', associazioni femminili cattoliche, sacerdoti e pastori, l'hanno gia' adottato, a livelli diversi''. Infatti, mette in guardia l'autrice, ''l'utilizzazione passiva del nuovo linguaggio - per adesione culturale acritica o dietro pressione di una costrizione culturale che appare inesorabile - conduce piu' o meno coscientemente all'appropriazione dell'etica che la anima''. La Peeters osserva che la Chiesa ''resta ignorante rispetto alle sfide di questa etica'' e invita a uno ''sforzo di discernimento intellettualmente serio'' di fronte ad essa, perche', ''la nuova etica postmoderna decostruisce in effetti non solo la tradizione ebraico-cristiana, ma anche la modernita' e le sue ideologie''. ''Non e' tutto o bianco o nero'', conclude: ''L'ignoranza espone i cristiani al rischio di un amalgama tra la nuova etica e la dottrina sociale della Chiesa. E' questo stesso amalgama che ha portato i cristiani occidentali al dissalamento della loro fede, in particolare dopo la rivoluzione culturale degli anni sessanta. Di fronte alle sfide di un'etica che, nei suoi aspetti radicali, vuole imporre alle culture la trascendenza del diritto di scelta dell'individuo al di fuori del disegno di Dio, i cristiani devono mettere nuovamente in luce la trascendenza della rivelazione divina''.

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