(ASCA-AFP) - Dharamshala, 22 ott - Due uomini ed una donna sono stati giustiziati nella capitale del Tibet, Lhasa, dopo essere stati arrestati a seguito delle rivolte scoppiate nella regione himalayana nel marzo 2008. A denunciarlo l'organizzazione degli ex prigionieri politici tibetani, Gu Chu Sum. Lo scorso anno, la popolazione tibetana e' scesa in piazza manifestando contro il governo centrale cinese innescando una vera e propria repressione da parte di Pechino. La Cina ha sempre sostenuto che i ''manifestanti'' hanno provocato la morte di 21 persone e che le forze di polizia hanno ucciso un 'solo' ''ribelle''. Il governo tibetano in esilio ha invece dichiarato che nel corso della repressione cinese sono stati uccisi oltre 200 tibetani. Pechino ha inoltre accusato il leader tibetano in esilio, il Dalai Lama, di aver incitato i disordini arrestando numerose persone accusate di aver provocato gli scontri. ''A Lhasa la tensione sta aumentando, di recente alcuni tibetani sono stati arrestati dalla polizia cinese'', ha dichiarato la Gu Chu Sum in una comunicato diffuso dalla base degli esuli a Dharamshala, nel nord dell'India. ''E' un atto per reprimere i tibetani che l'anno scorso avevano partecipato alle rivolte di massa contro il governo cinese'', si legge nella nota.



