(ASCA) - Camerino, 23 ott - La ricerca italiana, quella che si svolge nei laboratori delle universita' continua ad ottenere importanti riconoscimenti a livello internazionale; un successo e' quello ottenuto nell'ambito del programma ''Grand Challenges Explorations'' promosso dalla ''Bill and Melinda Gates Foundation'', la Fondazione istituita dal patron della Microsoft per sostenere la ricerca sul controllo delle tre grandi endemie mondiali: AIDS, malaria e tubercolosi. Su oltre 3000 domande presentate per l'ultimo bando, solo 76 sono state finanziate, ma dato ancor piu' importante, solo 2 progetti dei 76 sono italiani: uno dei due e' stato presentato dalle Universita' di Camerino e di Padova. Ora la notizia, che la ricerca frutto della collaborazione tra l'ateneo camerte, quello padovano e l'Institut de Recherche en Science de la Sante''' di Bobo Djoulasso (Burkina Faso), ha superato la selezione ed ha ricevuto un finanziamento di 100mila dollari per un anno dalla ''Bill and Melinda Gates Foundation'': il progetto ''Photocidal porphyrin micro-pellets for larvae control'', coordinato da Annette Habluetzel per l'Universita' di Camerino e dal Giulio Jori per l'Universita' di Padova e' incentrato su nuovi possibili sviluppi per il controllo della malaria. La malaria - e' detto in una nota - trasmessa dalle zanzare del genere Anopheles, vettrici del Plasmodium, il protozoo responsabile della malattia, e' la seconda malattia infettiva al mondo per mortalita', colpisce sul pianeta circa 500 milioni di persone, in prevalenza in Africa, Asia e Sud America e causa la morte di piu' di un milione di pazienti ogni anno, in prevalenza bambini. Negli ultimi anni sono stati fatti notevoli sforzi per raggiungere una significativa riduzione della trasmissione della malattia, soprattutto attraverso la distribuzione di zanzariere impregnate di insetticida a bambini, donne in gravidanza e in alcuni paesi alla popolazione intera. Per ridurre ulteriormente la trasmissione e' necessario pero' che le misure mirate a proteggere dalle punture siano integrate con strategie che vadano a colpire direttamente i vettori nello stadio larvale e che queste stesse misure siano parte integrante dei Programmi Nazionali di Controllo della Malaria di quei paesi che ne sono cosi' duramente colpiti.



