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Rwanda: Betori, Versione Don Uwayezu Plausibile Fiducia In Giustizia

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(ASCA) - Firenze, 23 ott - ''Siamo fiduciosi nella giustizia, abbiamo ascoltato le sue ragioni, lui si e' sempre dichiarato innocente, e la sua versione ci sembra plausibile''. Lo ha detto monsignor Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, a proposito del caso di don Emmanuel Uwayezu, 47 anni, il sacerdote ruandese di etnia Hutu accusato di genocidio e arrestato tre giorni fa a Empoli in esecuzione di un mandato di cattura internazionale emesso dalle autorita' ruandesi. Oggi sono stati disposti gli arresti domiciliari in una struttura fiorentina per il sacerdote, che lunedi' sara' ascoltato dalle autorita' giudiziarie italiane, mentre il Rwanda ha manifestato l'intenzione di chiederne l'estradizione. Betori, a margine di una conferenza stampa tenuta insieme al presidente della Regione Toscana Claudio Martini, ha anche definito una coincidenza il fatto che a Firenze, nel 2001, risiedeva padre Athanase Seromba, anch'egli ruandese di etnia Hutu (che pero' ''non ho mai conosciuto'', precisa Betori che all'epoca non era ancora arrivato nel capoluogo toscano) e accusato di genocidio. ''Ogni anno - spiega Betori - abbiamo 7-8 sacerdoti che arrivano dal Terzo Mondo, inviati dai loro vescovi e quindi con una di garanzia. Noi li accogliamo, per studiare o per fare esperienza pastorale, cosi' come nostri sacerdoti sono accolti in altri Paesi. Pensiamo di non dover essere una Chiesa chiusa alla collaborazione'', ha detto il prelato, ricordando anche che i sacerdoti arrivano spesso ''da luoghi segnati da forti tragedie''. Nel caso di don Emmanuel Uwayezu, assicura monsignor Betori rispondendo a una domanda dei giornalisti, ''le credenziali c'erano''.

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