(ASCA) - Roma, 23 ott - ''Il rischi di una societa' rinchiusa nell'individualismo, povera di valori e ostile alle regole, con un sempre minor senso della legalita''' preoccupa il fondatore dell'associazione 'Libera' che mette in guardia da un ''abbassamento del senso etico'' che non fa altro che dare ossigeno alla mafie. Da qui anche la richiesta di ''una buona politica e di buoni esempi che non pongano in contrapposizione vita pubblica da vita privata''. E' stato questo il senso della relazione introduttiva di don Luigi Ciotti, fondatore dell'associazione 'Libera' che ha aperto nel pomeriggio la tre giorni degli ''Stati generali dell'antimafia'' all'Auditorium della Conciliazione di Roma, alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, del presidente della Commissione parlamentare antimafia, Giuseppe Pisanu, del procuratore antimafia, Piero Grasso e di numerosi familiari della vittime di mafia. Lo stesso sacerdote ha avuto parole non tenere anche verso una parte della chiesa italiana quando ha affermato che ''c'e' ancora troppa neutralita' mentre dobbiamo ribadire l'incompatibilita' tra vangelo e mafia e che non ci puo' essere una 'mafia devota'''. Don Ciotti, che e' tornato a chiedere una ''mobilitazione collettiva ed un maggior investimento culturale'' nella lotta alle mafie, ha poi aggiunto: ''Abbiamo anche bisogno di una buona politica, capace di non lasciare indietro nessuno, inclusiva perche' solo cosi' si potra' costruire una societa' veramente piu' sicura''. Dopo aver denunciato, in contrasto con il sacrificio e gli sforzi di tanti ''fedeli servitori dello Stato'', il riproporsi di ''segnali preoccupanti da alcuni territori'', don Ciotti ha chiesto che si giunga, come passi concreti, all'istituzione di un'Agenzia nazionale per i beni confiscati, ad un testo unico per la lotta alla mafia ''finalmente con un'organicita' normativa'', ed un nuovo modello per la protezione dei testimoni di giustizia.



