(ASCA) - Roma, 23 ott - In questo momento piu' che pensare a riformare la giustizia si vogliono ''intimidire i magistrati per renderli inoffensivi''. Mentre i valori sanciti dalla Costituzione che sono alla base dell'attuale tema della giustizia, devono essere visti come un ''patrimonio comune che aiuta la stessa giustizia a funzionare'' e non come un odioso ''privilegio di casta''. E' quanto ha affermato questa sera il procuratore antimafia, Piero Grasso, nel corso dei lavori inaugurali degli ''Stati generali dell'antimafia'' promossi dall'associazione Libera ed ai quali ha partecipato anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Grasso, prendendo la parola, ha ricordato come la ''Costituzione ha posto alcuni principi che delibneano i compiti dei publici ministeri come l'obbligatorieta' dell'azione penale e l'indipendenza e l'autonomia dei magistrati dal potere esecutivo''. Principi, ha aggiunto Grasso, che vanno letti non ''come odiosi privilegi di casta, ma come un patrimonio di tutti''. Da qui la esplicita esoprtazione e fare ''attenzione'' perche', ha detto il procuratore Grasso, ''oggi piu' che rifomare la giustizia si vuole condizionare i magistrati, intimidirli per renderli inoffensivi. Bisogna stare attenti - ha poi aggiunto polemicamente Grasso - a non far diminuire questa indipendenza e questa autonomia di quei magistrati che, aime', pur non essendo stati eletti dal popolo, si distinguono, comunque, per la difesa e la tutela dei valori e dei principi costituzionali cosi' come li difendevano i nostri martiri, gli eroi Falcone e Borsellino''.



