(ASCA) - Roma, 23 ott - Una qualsiasi trattativa con la mafia e' ''ingiustificabile'' e cosi' l'avrebbero giudicata anche due magistrati 'eroi' come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ad affermarlo, tornando sulle polemiche legate alla presunta trattativa che parti dello Stato ebbero con Cosa Nostra subito dopo l'omincidio Falcone, e' stato il procuratore antimafia, Piero Grasso, che ha accennato, non senza toni di commozione, a quei difficili anni, parlando questa sera agli Stati generali dell'antimafia promossi dall'associazione ''Libera'' di don Luigi Ciotti a Roma. ''Ancora oggi - ha detto il procuratore antimafia - abbiamo fame e sete di giustizia per quelle stragi per le quali si continua la ricerca' della verita'. Ma come si puo' pensare di giustificare, o che persone come Falcone e Borsellino e come il sottoscritto che peraltro ha avuto posta in pericolo la sua stessa vita, una qualsiasi trattativa tra le istituzioni e Cosa Nostra? - si e' chiesto Grasso - Come si puo' accusare di aver parlato troppo tardi di cose su cui tutti avrebbero dovuto essere a conoscenza se non avessero perso la memoria?''. ''A 17 anni da quelle stragi - ha poi notato ancora Grasso - se non ci fosse stato un mafioso che, sotto il peso della coscienza, si fosse accusato delle stragi di Borsellino e non ci fosse stato il figlio di un ex mafioso, tutto sarebbe stato sepolto nell'oblio per sempre. Il sipario - ha poi detto il procuratore antimafia - si e' alzato e tanti ricordi sono riaffiorati. Speriamo ora che no sno i ricordi di ex mafiosi e figli di mafiosi ci aiutino a trovare la verita'''.



