(ASCA) - Roma, 24 ott - ''Sulla riforma della giustizia non faremo la parte di Chamberlain e Daladier e non ci sara' alcun accordo di Monaco, come invece vorrebbe il PdL con l'invito ad un confronto che non ha presupposti politici e di merito. La riforma della giustizia e' una ritorsione del premier, dopo la bocciatura del Lodo Alfano, verso la magistratura, e risponde all'obiettivo di sempre: limitarne l'autonomia e l'indipendenza''. E' quanto afferma Luigi de Magistris, europarlamentare dell'IdV. Il problema e' -aggiunge De Magistris- che qualsiasi tentativo di riforma da parte della maggioranza non puo' che essere inquinato dai coinvolgimenti giudiziari di Berlusconi o meglio dal tentativo di sottrarsi ad essi. Non c'e' inoltre accordo tra le anime del centrodestra e non c'e' finora nessun documento concreto: in cosa consiste e da chi e' sostenuto questo piano di riforma e' ancora un mistero''. Pero' di voci ne circolano -sottolinea De Magistris-, mentre qualche provvedimento presentato lascia capire in quale direzione negativa guardi il Governo. Sottoposizione del pm al potere esecutivo impedendo che acquisisca autonomamente notizie di reato, intercettazioni abolite, ritocco dei tempi di prescrizione, maggiore peso dell'avvocatura a danno dei pm: se sono questi i contenuti, come sembra di capire, allora si tratta di un progetto che non puo' essere oggetto di alcun confronto, almeno da parte di chi crede nella giustizia e nella Costituzione''.



