(ASCA) - Roma, 24 ott - Di 'prudenza' si puo' morire mentre questo e' un tempo che richiede coraggio: ''il coraggio di cambiare tutto in questa Italia che non puo' piu' attendere''. Lo ha detto Dario Franceschini nel ''discorso ai liberi'' col quale oggi a Marzabotto ha concluso la sua campagna di candidato alla segreteria del Pd che lo ha portato in tutta Italia. Quello di Marzabotto, luogo emblematico dove avvenne la strage nazista, ha rappresentato la sintesi del percorso politico che Franceschini ha condotto in dieci citta' diverse con discorsi tematici, dal lavoro, alla scuola, ai giovani, al volontariato, alle donne, ecc. Oltre a sviluppare una lunga riflessione sul tema delle liberta', Franceschini ha proposto anche una analisi dello stato del Partito Democratico e della sua missione e concludendo con quell'invito a non rimanere prigionieri della prudenza che fu uno dei temi forti dell'insegnamento religioso e civile di don Primo Mazzolari. ''Quello che ho cercato di fare in questi sette mesi -ha premesso Franceschini- e' la traccia di quello che cerchero' di fare andando avanti. Qualunque sara' il mio ruolo. Nel mio partito. Nel nostro partito. Comunque vada domani''. ''Forse questo e' il mio ultimo discorso da segretario'' ha detto Franceschini sottolineando: ''Soltanto voi potrete decidere domani che non sia cosi'. Se mi rieleggera' lotteremo ancora insieme per un futuro diverso. Lotteremo per cambiare tutto. Lotteremo per cambiare noi stessi. Cosi' diceva sempre un parroco di campagna, un antifascista, un intellettuale della mia infinita e meravigliosa pianura, un uomo che amava la politica. Un uomo che era nato sull'argine del mio grande fiume. E sull'argine aveva imparato a camminare diritto con il suo popolo. Sempre qualche passo avanti, come fanno i profeti scomodi. Nel primo numero di 'Adesso', il suo giornale, il giornale che aveva voluto ad ogni costo, anche sfidando l'incomprensione del proprio tempo, Don Primo Mazzolari aveva scritto queste parole: 'Rischiamo di morire di prudenza in un mondo che non vuole e non puo' attendere. Adesso e' un atto di coraggio. Adesso, non domani'''. ''Noi non moriremo di prudenza. Noi -ha aggiunto Franceschini- vivremo di coraggio. Il coraggio di cambiare tutto in questa Italia che non piu' attendere. Nessuno ci fermera'. Neanche il potere piu' forte. Lo dobbiamo alle nostre madri e ai nostri padri. Alle loro fatiche, al loro sangue, al loro sudore. Lo dobbiamo alle nostre figlie e ai nostri figli. Alle loro speranze in un futuro da vivere liberi. Adesso e' il nostro tempo, il tempo della nostra sfida. Non e' domani. E' adesso''.



