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(ASCA) - Roma, 27 ott - Un nuovo studio condotto da ricercatori svedesi conferma la possibilita' che il petrolio, oltre alla gia' nota origine organica, possa averne anche una inorganica: una scoperta rivoluzionaria che renderebbe le faglie dell'Appennino italiano un'area potenzialmente ricca di oro nero. A riportare la ricerca e' Focus, il mensile Gruner+Jahr/Mondadori che ospita in esclusiva gli interventi degli studiosi che l'hanno realizzata. Un gruppo di esperti del Kth (Istituto reale di tecnologia) di Stoccolma, hanno infatti provato che i fossili di animali e le piante non sono l'unico sistema della natura per produrre petrolio e gas. L'equipe, guidata da Vladimir Kutcherov, ha simulato in laboratorio le pressioni e le temperature del mantello superiore della Terra, scoprendo che da alcune sostanze presenti in profondita' si possono formare gas e oli leggeri.



