(ASCA) - Bruxelles, 30 ott - Il goveno guidato da Silvio Berlusconi deve fare la sua scelta nell'ambito dei nuovi incarichi Ue previsti dal Trattato di Lisbona: confermare Antonio Tajani alla Commissione Trasporti (e alla vicepresidenza) o puntare su Massimo D'Alema per la poltrona di Alto rappresentante della politica estera dell'Unione (e anche vicepresidente della Commissione). Lo afferma, raggiunto telefonicamente dall'Asca, il vicepresidente vicario del Parlamento europeo Gianni Pittella. Il Pse ieri, nel vertice dei capi di stato e di governo Ue che precede, come di consueto, il Consiglio europeo, ha lasciato intendere di preferire correre, con un proprio candidato, alla poltrona di ministro gli esteri dell'Unione, piuttosto che puntare alla carica di presidente stabile dell'Ue, Ecco che allora cominciano a circolare nomi, candidature piu' o meno dichiarate, desiderata, auspici. E nella rosa dei socialisti, dice Pittella, ''c'e' sicuramente Massimo D'Alema. Questo - si affretta a chiarire il vicepresidente di Strasburgo - non perche' l'ex premier ed ex ministro degli Esteri si sia fatto avanti ma perche' e' una personalita' di prestigio e quindi il candidato piu' autorevole per un ruolo che ha certe caratteristiche''. D'Alema, continua, ''e' naturalmente nella rosa piu' autorevole perche' se veramente crediamo nella grande funzione e nel salto di qualita' che l'Unione europea fara' con la figura dell'Alto rappresentante per la politica estera, il nostro ex ministro sarebbe una garanzia''. Detto questo, per Pittella debbono pero' verificarsi alcune condizioni. Innanzitutto ''il presidente ceco Klaus deve ratificare il Trattato di Lisbona''. Una strade che pero' ormai sembra in discesa avendo la Repubblica ceca ottenuto dal Consiglio europeo le deroghe chieste alla Carta dei diritti umani. In secondo luogo, ricorda Pittella, le candidature saranno frutto delle trattative tra governi. Infine '''si dovra' capire cosa fara' il nostro governo''. Con il nuovo Trattato ''il governo avra' una sola carta da giocare perche' - spiega - non si possono sommare piu' cariche. Quindi dovra' scegliere tra la riconferma di Tajani alla guida della Commissione Trasporti (nome confermato dal ministro Franco Frattini in questi giorni peraltro - ndr) e la candidatura di D'Alema a ministro degli esteri europeo''. Ora, dice Pittella, ''bisognera' capire se il governo vuole un modello di cosi' alto valore come D'Alema o mantenere il suo Commissario ai Trasporti''. Anche perche' il nome di D'Alema, rileva il vicepresidente del Parlamento europeo, ''all'interno del Pse e' il nome che piace di piu', e' il nome che raccoglie consensi quasi unanimi. Ma purtroppo - conclude - non dipende solo dai socialisti''.



