ASCA) - Bruxelles, 30 ott - E' stato un Consiglio europeo in chiaroscuro quello che si e' concluso oggi a Bruxelles. Il presidente svedese di turno dell'Ue, Fredrik Reinfeldt, ha si' incassato l'accordo sulla concessione delle deroghe, l'opt out, per la Repubblica ceca alla Carta dei diritti fondamentali (cosa che dovrebbe portare finalmente Praga, ultimo Paese, alla ratifica del Trattato di Lisbona) ma ha dovuto registrare un accordo al ribasso sul clima. Reinfeldt ha parlato, nella conferenza stampa finale di ''accordo raggiunto'', con l'Ue che ''ora ha una posizione negoziale molto forte'' da spendere alla Conferenza mondiale sul clima di Copenaghen. Tutto vero, ma intanto non e' stata risolta forse la questione piu' importante e cioe' la definizione di risorse dell'Unione europea a favore dei paesi poveri al fine di sostenerli nella lotta ai cambiamenti climatici e all'emissione di Co2. Ma dal punto di vista italiano non si puo' certo parlare di vertice fallimentare, o quanto meno al ribasso. Anzi. Il nostro Paese infatti porta a casa una serie di impegni dell'Unione europea sul capitolo immigrati. E' un'Italia ''pienamente soddisfatta'' quella che si alza dal tavolo del palazzo Justus Lipsius di Bruxelles, dove si e' svolto il summit, dice il ministro degli Esteri Franco Frattini, nella conferenza stampa finale. ''Siamo pienamente soddisfatti perche' - spiega Frattini, che ha sostituito Silvio Berlusconi bloccato a Roma da una leggera forma di scarlattina - nelle conclusioni del vertice si scrivono esattamente le cose che ripeto dall'inizio di questo governo quando parlo delle lacune nell'azione europea in questo campo''. Frattini lo sottolinea quasi con enfasi: ''Abbiamo ottenuto il recepimento delle proposte piu' importanti avanzate dal presidente Berlusconi e dal presidente Sarkozy nella loro recente lettera ai vertici dell'Ue''. Tutti temi che l'Italia ha sollevato da sola o con altri Paesi mediterranei, continua, ''sono stati accolti, con un esplicito riconoscimento, come il potenziamento di Frontex, la costituzione dell'Ufficio europeo per l'Asilo, la sottolineatura della necessita' di accordi di riammissione, i negoziati con la Libia''. Ora pero' il nostro Paese attende, aggiunge, che le cose assicurate ''si trasformino in attivita' concrete'', come ad esempio l'Ufficio europeo per l'Asilo che ''ci auguriamo si formi entro dicembre e inizi a lavorare a gennaio, come si e' stabilito''.



