(ASCA) - L'Aquila, 31 ott - Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, respinge al mittente le accuse per la mancata rimozione, dopo sette mesi dal terremoto, delle macerie nel centro storico dell'Aquila. ''C'e' una circolare del vice capo Dipartimento della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis - spiega - che delinea chiaramente le competenze per la rimozione nell'area del cratere. Secondo tale disposizione, i singoli Comuni devono organizzare i siti di stoccaggio temporaneo e selezionare le macerie da trattare. Queste ultime possono dar luogo a due flussi: materiale riutilizzabile per opere pubbliche, quindi con un suo valore economico, ed altro, un buon 10 per cento, non riutilizzabile e quindi avviato allo smaltimento''. Per il presidente Chiodi, in questo ciclo, l'unica competenza della Regione e' quella di individuare i siti per lo smaltimento: ''Cosa fatta attraverso una delibera gia' andata in Giunta, che nella scelta delle aree si e' avvalsa del contributo tecnico di Arta ed Ispra''. La stessa circolare della Protezione civile indica la Provincia come ente coordinatore dell'attivita' dei Comuni in materia di macerie, a seguito anche della forte insistenza della Presidente di avocare a se' tale ruolo. ''Nella filiera, dunque - ribadisce Chiodi - carente e' l'organizzazione dei siti di stoccaggio e smaltimento. Oltre all'ex Teges di Paganica, deposito gestito dall'Asm ma quasi al collasso, non si sono costruiti altri siti. Saltata l'ipotesi di un'area ad hoc a Bagno, per problemi idrogeologici, l'unica strada finora percorsa da chi ne ha effettivamente competenza e' stata, appunto, la Teges''. Il Presidente si dichiara pertanto disposto, come sempre, a collaborare per trovare una soluzione adeguata ma ritiene anche opportuno stigmatizzare che ''non si puo' pretendere l'attribuzione di alcune responsabilita' scaricandole poi sugli altri quando non si riesce a trovare la soluzione migliore''. ''Nella situazione in cui si trova il nostro territorio - conclude - lo scaricabarile non paga e soprattutto non e' di alcuna utilita' alla popolazione terremotata. Serve semmai solo ad accrescere la propria visibilita' personale. Un po' poco, direi''.



