(ASCA) - Capri, 31 ott - Chi si aspettava un confronto anche aspro sara' rimasto deluso. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, il ministro dell'economia, Giulio Tremonti e il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, sfoggiano riconoscimenti reciproci al convegno dei giovani industriali a Capri. Ma e' soprattutto il capitolo ultrasecolare della questione meridionale che avvicina Fini e Tremonti. Anche sull'immigrazione il responsabile dell'economia smentisce scontri con il presidente della Camera. ''Con Gianfranco non c'e' alcun duello ma dialogo'' chiosa Tremonti che poi puntualizza: ''Ho molto apprezzato l'intervento di Gianfranco al nostro congresso fondatore del Pdl sul Mezzogiorno''. Fini e Tremonti usano anche la stessa espressione che fa da monito alla classe dirigente del paese: ''Il sud e' una questiona nazionale, oppure non e'''. La due giorni dei giovani di Confindustria e' dedicata all'integrazione delle due sponde del Mediterraneo e in questa logica il capitolo Mezzogiorno rimbalza con insistenza in tutti gli interventi. Dal palco dell'assise caprese Fini lancia una proposta indirizzata ''a tutte le forze politiche, e che va oltre questa legislatura''. La finanziaria dei prossimi 8-10 anni abbia una costante crescita di risorse destinate al Sud per le eccellenze scientifico-tecnologiche. Idea subito promossa dal ministro dell'Economia: ''Una proposta che va nell'interesse dello sviluppo del Mezzogiorno''. Anche Tremonti dedica il suo intervento al Mediterraneo e alla questione meridionale, e ribadisce che e' tempo che ''lo Stato torni a fare lo Stato e il privato a fare il privato. Il pubblico non puo' prendere il posto del privato e il privato non puo' cannibalizzare il pubblico''. Lo Stato deve tornare alle sue prerogative, e cioe' ''opere pubbliche, legge e ordine''. Ignorata la discussione sull'Irap e qualsiasi polemica sul dibattito tra partito della spesa e partito del rigore che aveva suscitato piu' di una polemica nei giorni scorsi. Tremonti pero' sottolinea che ''se fossi un imprenditore chiederei che i fondi Fas vengano riuniti in uno solo per il Meridione e con i crediti d'imposta''. E poi lascia intendere che la riduzione del carico fiscale dal 12,5% al 5% per la raccolta bancaria destinata agli strumenti per lo sviluppo del sud inserita nel ddl per la Banca del sud possa essere trasformata in emendamento alla finanziaria. La Marcegaglia da parte sua non cita mai espressamente l'Irap ma ripete la necessita' di tagliare la spesa pubblica improduttiva per reperire risorse perche' ''siamo in un momento in cui le scelte della politica e delle imprese faranno la differenza nei prossimi anni''. E quasi a chiudere un dibattito ''inutile per il paese'', il numero uno degli industriali esorta tutti a ''tornare ad essere un paese serio. la dialettica e' positiva ma ci sono momenti in cui occorre mettere da parte le incomprensioni e fare riformee, anche impopolari, per riportare il paese sulla stradadella crescita''.



