(ASCA) - Roma, 2 nov - Il minidollaro? Forse durera' a lungo. Queste almeno le aspettative del mercato. Oggi oro al galoppo 1.062 dollari l'oncia. Il secondo migliore fixing della storia dopo quello a 1.066 dollari registrato lo scorso 14 ottobre. Sul minidollaro punta la Casa Bianca, al di la' della canoniche dichiarazioni a favore ''di un dollaro forte''. Parole che finora hanno solo parzialmente rassicurato le cancellerie europee, in primis Francia, Germania e Italia. I big 3 dell'Eurozona sono preoccupati dalla tenuta delle proprie esportazioni a fronte del calo della domanda mondiale e del continuo apprezzamento dell'euro sul biglietto verde. Oggi, al club dell'export, si e' iscritta anche la Casa Bianca. Nel suo intervento al gabinetto dei consiglieri economici, il presidente Barack Obama ha detto che il modello di crescita economica basato sull'eccesso di ''debito'' di consumatori e imprese e' finito. In effetti, almeno per le famiglie Usa, gli ultimi dati segnalano una diminuzione dei consumi e un deciso aumento della propensione al risparmio, nel secondo trimestre oltre il 4% del reddito disponibile. Cosi' anche Obama pensa che la crescita economica Usa dovra' essere giocata ''sulle esportazioni e dunque sul manifatturiero, in modo da creare posti di lavoro e benessere per un'ampia classe media''. Parole che giungono dopo la diffusione dell'indice Ism di ottobre, che misura il livello di attivita' del comparto manifatturiero a stelle e strisce. L'indice viaggia sul sentiero di espansione (55,7 punti) grazie all'export trainato da ''benefici del dollaro debole'', ha spiegato il presidente dell'Ism Norbert Ore. Molto affollato il parterre dei paesi che, a parte la Cina, in presenza di anemici consumi interni puntano ad uscire dalla crisi grazie all'export. Si annunciano tensioni sui cambi tra le cancellerie, considerando il Minidollaro e il Supereuro.



