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(ASCA) - Roma, 2 nov - La Lega, forse preoccupata delle sorti della riforma sul federalismo fiscale, prova a distendere i rapporti con l'opposizione. La mano tesa e' di Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione legislativa: ''Va fatto un patto, un armistizio, per dare vita a una legislatura costituente''. Calderoli chiede il dialogo a iniziare dalla riforma della giustizia: ''Il problema non e' il caso Berlusconi, ma i dieci anni che servono per un processo civile o il fatto che uno stupratore esca perche' qualche magistrato si e' dimenticato una firma''. Una prima risposta dal Pd arriva da Nicola Latorre, vicepresidente dei senatori del Pd: ''Se non si entra nel merito, resto perplesso sulle possibilita' di un dialogo''. Sospesi i lavori della Camera fino al 9 novembre su proposta del presidente di Montecitorio Gianfranco Fini (''Mancano le coperture finanziarie che non consentono di calendarizzare le proposte di iniziativa parlamentare''), e' al Senato che questa settimana si possono verificare le intenzioni di maggioranza e opposizione. Il calendario prevede che nell'Aula di Palazzo Madama dopodomani inizi la discussione sulla legge finanziaria 2010, dopo che venerdi' scorso la Commissione bilancio ha dato il primo via libera al provvedimento. Secondo le intenzioni della maggioranza, la finanziaria dovrebbe essere licenziata per l'esame della Camera entro venerdi' 13 novembre. Dopo quella data, la Commissione giustizia presieduta dal senatore Filippo Berselli potrebbe iniziare l'esame della legge gia' approvata da Montecitorio che regola le intercettazioni per poi portarla al voto dell'Aula (sono previste modifiche per tenere conto delle osservazioni critiche avanzate a suo tempo dal presidente Giorgio Napolitano). In questo caso, le previsioni sono che la nuova legge sulle intercettazioni potrebbe passare a Montecitorio entro Natale. Poi dovrebbe toccare alla riforma del processo penale, che e' ritenuta ''una priorita''' dal guardasigilli Angelino Alfano. Nei giorni scorsi si sono intensificati gli incontri tra l'onorevole Niccolo' Ghedini (che e' anche tra gli avvocati di Silvio Berlusconi), il presidente della Commissione giustizia della Camera Giulia Bongiorno e il ministro Alfano. Al centro dei colloqui, proprio l'accelerazione delle riforme della giustizia ma anche alcuni provvedimenti che dovrebbero proteggere il premier Berlusconi dopo la bocciatura del lodo Alfano da parte della Corte costituzionale, provvedimento che fa ripartire i processi milanesi a carico del presidente del Consiglio. Secondo alcune indiscrezioni, l'ipotesi su cui sta lavorando la maggioranza e' quella di ritoccare per legge i tempi delle prescrizioni: i giudici non avrebbero piu' di due anni per procedere a ogni gradino del procedimento. Ma c'e' anche l'eventualita' che si decida che le alte cariche dello Stato siano giudicabili solo dalla Corte d'assise (un collegio giudicante in materia penale composto da otto giudici, di cui due togati e sei laici estratti a sorte tra i cittadini di nazionalita' italiana). Quest'ultima eventualita' piace in particolare a Ignazio La Russa, ministro della Difesa e tra i coordinatori nazionali del Pdl: ''La proposta della Corte d'assise verrebbe capita dai cittadini e non comporterebbe problemi di sorta. Penso sia una buona idea che a giudicare le piu' alte cariche dello Stato siano non solo giudici togati ma anche una giuria popolare''. L'opposizione resta molto critica sui provvedimenti relativi alla riforma della giustizia allo studio del governo. Resta pero' da verificare se la nota di Palazzo Chigi con cui non si intralcia la candidatura avanzata dai socialisti europei di Massimo D'Alema come nuovo ministro degli Esteri dell'Unione europea possa avere l'effetto di scongelare i rapporti maggioranza-opposizione (''Il governo valutera' con serieta' e responsabilita' le candidature capaci di assicurare all'Italia un incarico di cosi' alto prestigio''). Una risposta alla mano tesa del ministro Calderoli potrebbe arrivare sabato prossimo, quando si riunira' la nuova Assemblea dei delegati del Pd per ufficializzare l'elezione a segretario di Pierluigi Bersani. Quest'ultimo, nel suo discorso di investitura, disegnera' la nuova strategia del partito.



