(ASCA) - Roma, 2 nov - ''Capisco le esigenze dei club di entrare in possesso dei propri stadi ma bisogna anche considerare che si sta parlando di altre cose. Io, di recente, sono entrato in conflitto con la Roma, che ha presentato il progetto dello stadio senza che noi sapessimo nulla. Prima di organizzare la conferenza stampa bisognava sapere di cosa stavamo parlando. Il progetto-stadio della Roma non e' in alto mare, non e' proprio in mare''. Lo ha detto Francesco Giro, sottosegretario ai Beni ed alle attivita' culturali, intervenendo a Radio Anch'io lo Sport di Radiorai. ''Non abbiamo ancora nessuna carta - ha aggiunto - e poi il terreno individuato per la costruzione dell'impianto ha dei vincoli archeologici. Dobbiamo metterci attorno ad un tavolo e verificare quello che e' possibile fare. A Roma e' stato appena approvato il piano regolatore, dobbiamo subito andare in deroga'? Bisogna essere piu' rigorosi e seri''. Quanto alla nuova normativa sugli stadi, Giro ha detto che gli impianti ''saranno piu' moderni, ma anche multifunzionali. Il testo della legge non prevedeva l'accordo di programma, che permette ai Comuni di approvare delle varianti ai piani regolatori vigenti, e non teneva conto dell'impatto ambientale. Con il ddl sugli stadi, che la Camera si accinge ad esaminare dopo il via libera del Senato, non sara' possibile costruire impianti sportivi senza prevedere, nel piano di fattibilita' l'impatto paesaggistico. Dobbiamo tenere conto - ha concluso Giro - dell'appuntamento degli Europei del 2016, ma questo non ci autorizza ad approvare qualsiasi cosa. Per i Mondiali di Italia '90, ad esempio, sono stati realizzati degli stadi che gia' a quel tempo non avevano i requisiti necessari''.



