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(ASCA) - Roma, 3 nov - Credito artigiano ha chiuso il terzo trimestre con un utile di 21 milioni, in calo rispetto ai 36,2 milioni dello stesso periodo dello scorso anno (-42%). I crediti verso la clientela si attestano a 6.509 milioni di euro, con un aumento del 6,5% rispetto a 6.113 milioni a dicembre 2008 e del 7,6% su base annua. La raccolta diretta si attesta a 7.458 milioni di euro, con una crescita del 4% rispetto a 7.164 milioni a fine dicembre 2008 e del 7% su base annua. La raccolta indiretta assomma a 5.127 milioni di euro, con un aumento superiore al 10% rispetto a dicembre dello scorso anno sostenuto anche dalla ripresa dei mercati finanziari. Il risparmio gestito raggiunge 2.218 milioni di euro con un incremento del 17,3% rispetto a 1.890 milioni di fine 2008, confermando l'inversione di tendenza in atto rispetto all'andamento dell'ultimo esercizio. La raccolta globale di 12.585 milioni di euro evidenzia una crescita del 6,5% su 11.815 milioni a fine 2008. Il margine di interesse si attesta a 121,6 milioni di euro e registra una flessione del 10,6% su base annua in conseguenza, fa sapere la banca, della significativa diminuzione dei tassi di mercato e degli spread, effetti solo in parte compensati dall'incremento dei volumi intermediati. ''Le permanenti incertezze sull'evoluzione dello scenario macroeconomico, in particolare per quanto concerne i tempi e l'intensita' della ripresa, inducono il Consiglio di Amministrazione a confermare prudenti valutazioni sui risultati attesi al termine dell'esercizio in corso - stima la banca -. Allo stato attuale si ritiene prefigurabile un andamento gestionale sostanzialmente in linea con quello della prima parte dell'anno, con un'apprezzabile evoluzione degli aggregati patrimoniali. La dinamica reddituale risentira' della flessione del margine di interesse, per effetto dell'andamento dei tassi di mercato e dell'aumento degli accantonamenti a fronte di un possibile ulteriore deterioramento della qualita' del credito, riconducibile all'acuirsi delle difficolta' finanziarie delle famiglie e delle imprese''.



