(ASCA) - Roma, 3 nov - Elevare l'eta' pensionabile delle donne nel Pubblico Impiego ''perche' discriminatoria''. E' quanto sostiene il Cer (Centro Ricerche Europa) nel quarto rapporto sulla recessione italiana presentato oggi. Secondo il Cer la sentenza europea in materia dovrebbe permettere un ripensamento in profondita' ''di un'organizzazzione del lavoro che, nel confronto con gli altri paesi ma anche in senso assoluto, continua a risultare discriminatoria per la popolazione femminile, che soffre di una forte discontinuita' nella carriera contributiva e per questo non puo' contare su livelli di pensione pari a quelli maschili''. In parole povere, l'aumento generalizzato dell'eta' di pensionamento per tutte le donne occupate ''determinerebbe risparmi di spesa consistenti per un orizzonte temporale abbastanza lungo (oltre 30 anni) per poi progressivamente invertire questa tendenza e determinare un incremento progressivo della spesa pensionistica'', indica sempre l'analisi del Cer. Per cui a partire dal 2030, con l'entrata a pieno regime del nuovo calcolo, le donne avrebbero carriere piu' lunghe e trattamenti piu' elevati.



