(ASCA) - Milano, 3 nov - La situazione dell'influenza A/H1N1 in Lombardia e' ''sotto controllo'' e oggetto di continua verifica e monitoraggio. L'andamento della malattia e' ''quello che ci aspettavamo anche rispetto agli studi e ai dati di altri Paesi'', in particolare Messico e Canton Ticino che, insieme all'Oms, sono le tre realta' con cui la Lombardia e' in costante contatto. A rassicurare cosi' i cittadini lombardi e' l'assessore alla Sanita' della Regione Lombardia, Luciano Bresciani, che ha fatto oggi il punto sull'evoluzione dell'influenza A/H1N1 e sulle misure messe in atto dal Pirellone per affrontarla. Bresciani ha ribadito che si tratta di una ''patologia molto meno lesiva della normale influenza stagionale'' con un indice di mortalita' di 0,3 per 1.000 casi, mentre quello della ''normale'' influenza e' di 1 su 1.000 casi. ''Rinnovo l'appello - ha aggiunto l'assessore - a curarsi a casa consultando il proprio medico di famiglia che e' perfettamente in grado di gestire questa patologia. Non bisogna portare il virus in ospedale, affollando le strutture di pronto soccorso, per evitare il rischio che pazienti ricoverati gia' instabili si possano infettare. C'e' in questa situazione una corresponsabilita' dei cittadini che va sottolineata''. La situazione e' monitorata grazie alle rilevazioni dei cosiddetti ''medici sentinella'' - 150 quelli attivi in Lombardia - incaricati di segnalare tutti i casi: si stima che nella settimana dal 19 al 25 ottobre si siano verificati 6 casi di cosiddette sindromi simil-influenzali (non solo A/H1N1 quindi anche se e' il virus piu' presente) ogni 1.000 abitanti. In tutto il mese di ottobre circa 200 mila lombardi hanno avuto febbre, tosse, raffreddore, dolori muscolari e stanchezza, ovvero i normali sintomi dell'influenza: un numero in linea con quanto osservato nelle stagioni invernali precedenti, di gran lunga inferiore, tra l'altro, ai picchi rilevati ad esempio nel 2000 e nel 2005. Attraverso i dati raccolti in alcune scuole-campione, si e' notato inoltre che la malattia colpisce maggiormente i bambini piccoli (dai 3 ai 5 anni) che si assentano di piu' rispetto al 2008, mentre ad esempio per gli adolescenti (dai 16 ai 19 anni) si e' registrato un calo delle assenze.



