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Centro: Faccia a Faccia Rutelli-Bindi Su Famiglia Cristiana

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(ASCA) - Roma, 3 nov - Francesco Rutelli e Rosy Bindi: l'uno ha annunciato di voler andar via dal PD di Bersani, l'altra, invece, di rimanere e contesta la fondatezza dei motivi portati da Rutelli. I due esponenti politici sono stati messi a confronto in due distinte interviste dal settimanale Famiglia Cristiana. Il senatore Rutelli dice di portare via dal PD ''idee non consonanti'' e non ha peli sulla lingua: ''Me ne vado perche' hanno vinto il corporativismo e il vecchio collateralismo, che intreccia i corpi sociali e il partito, come accadeva una volta tra Pci, Cgil e cooperative. E perche' ho visto il panico per la crescita del pluralismo interno''. E se avesse vinto Franceschini? ''Dario non avrebbe mai vinto. Anzi la sua svolta movimentista ha rafforzato la propensione interna al Pd di mettere ordine e di riprendere il percorso inverso: Ds, Pds, Pci''. E Letta? E la Bindi? ''Rispetto la loro scelta. Ma rischiano di fare la fine degli indipendenti di sinistra nel Pci, ottimi intellettuali, ma in realta' suppellettili sul como'''. Fara' un partito cattolico? ''Basta con questi schemi...Chi e' d'accordo venga con noi, cattolici e laici''. Qualcuno dice che e' l'ultima giravolta di Francesco Rutelli. ''Ho iniziato a fare politica con i radicali 30 anni fa. In quegli anni Roberto Maroni era di Avanguardia operaia, adesso sta con Berlusconi. Franco Frattini aveva aderito al Manifesto, era socialista e ora sta anche lui con Berlusconi. Ignazio La Russa era fascista. Chi e' nel Pd ha cambiato almeno quattro partiti. Confrontiamoci, per favore, sul contributo che ognuno puo' oggi dare all'Italia''. Rosy Bindi ribatte colpo su colpo: Rutelli? ''Credo che non lo seguiranno in molti''. E il PD? ''Se lo scopo della politica e' quello di rendere ragione ai deboli e rendere forti le ragioni dei giusti, il Pd e' il partito che piu' di altri offre progetti concreti''. Non solo: ''il Pd e' il luogo naturale in cui i credenti possono esprimere al meglio l'autonomia della politica, la funzione sociale delle liberta' democratiche, il valore della mediazione culturale su tutti gli aspetti della realta'. Compresi i temi della bioetica''. Non ci vuole un partito dei cattolici? ''Facciamo tutti autocritica. ... E' un'Italia che si sveglia xenofoba e razzista, con una bassa mobilita' sociale, su cui incombe il pericolo di una svolta autoritaria. E noi non vogliamo sentirci responsabili? Perche' i cattolici accettano forme di cesarismo, l'esasperazione del localismo e il corporativismo degli interessi? Un credente che si sente a suo agio in questo contesto dovrebbe porsi qualche domanda''. ''D'altra parte'', conclude la Bindi, ''noi cattolici del Centrosinistra dovremmo mostrare minore timidezza''.

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