(ASCA) - Roma, 3 nov - Un ''contratto unico'' per lavoratori precari e lavoratori garantiti che preveda ''meno tutele all'inizio del percorso lavorativo per poi aumentarle progressivamente''. Lo propone il presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel suo libro in uscita, 'Il futuro della liberta''. Cosi', ''si eviterebbe l'attuale, netta segmentazione tra anziani e giovani''. Perche' ''occorre passare - spiega Fini rivolgendosi ai ragazzi nati nel 1989 - da un welfare incentrato sulla tutela del posto di lavoro a un welfare inclusivo che non discrimini i precari rispetto ai garantiti, un sistema piu' moderno che miri a tutelare il lavoratore nelle varie fasi della sua vita professionale, necessariamente non piu' all'insegna del posto fisso e a tempo indeterminato. In questo senso, e' bene ripensare gli ammortizzatori sociali per coprire i nuovi rischi del mercato del lavoro, permettendo al lavoratore di affrontare i cambiamenti senza che questi si traducano in negativi arretramenenti delle sue condizioni di vita''. ''Il mio augurio - conclude il presidente della Camera - e' che su tali argomenti si stabilisca un confronto piu' costruttivo, sereno e concreto tra le forze politiche e le parti sociali. Il futuro dei giovani e la qualita' della vita degli anziani rappresentano un terreno troppo importante per essere abbandonato al conflitto di classe, agli egoismi di categoria e alle eredita' ideologiche del passato''.



